BRESCIA – I restauri alla “Pallata” per un percorso storico e artistico

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La Torre della Pallata, è un edificio medievale di circa 32 metri, situata nel centro storico della città in corso Mameli. Fu costruita nel 1254, è a basamento quadrato in pietra di Botticino. Sul lato a occidente si trova la fontana realizzata da Antonio Carra, trentino, e Valentino Bonesini, veronese.

"Pallata"

La fontana è composta da quattro statue allegoriche, le due in basso rappresentano il Mella e il Garza, secondo altre fonti rappresentano il lago d’Iseo e di Garda.

Nel 1311 la torre fu utilizzata per contenere la cassa del Comune, ne è una prova il saccheggio del tesoro del “Monte di Pietà” o banco dei pegni, custodito all’interno. Nel 1461 fu aggiunto l’orologio.

In questi giorni la Pallata torna a far parlare di sé in quanto sono stati assegnati gli incarichi ai progettisti e il cantiere per il restauro è pronto a partire. L’intento del Comune è la creazione di un percorso storico-artistico nella città, una città museo costituita dai beni architettonici e storici presenti sul territorio legati tra loro da un tragitto chiaro e ben costituito.

Il progetto di un percorso turistico parte dalla zona del foro romano, alla sistemazione del Capitolium e la fine dei restauri alla Pinacoteca Tosio Martinengo che volgono ormai alla conclusione. Una città caratterizzata da beni storici e culturali da salvaguardare e tutelare, ma soprattutto da valorizzare.

Gli interventi alla Pallata si disporranno su due fronti: in primo luogo si svolgerà un cantiere di sperimentazione di tecniche per la conservazione delle facciate, uno studio che si dimostrerà utile anche in futuro per altre strutture. Un’ulteriore intervento riguarderà il consolidamento strutturale.

Per l’intervento sperimentale sono stati contattati i tecnici del centro storico guidati dall’architetto Anna Pianazza con la consulenza del Politecnico di Milano e dell’Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei beni culturali del Cnr di Milano.

Per i lavori di consolidamento è stato chiamato lo studio Foppoli-Moretta e l’ingegnere Elide Tomasoni. I finanziamenti per i restauri in gran parte arrivano dal Bando della Fondazione Cariplo “Diffondere le tecnologie innovative per la conservazione programmata del patrimonio storico architettonico”.

Questo bando permette la garanzia e la copertura finanziaria per circa mezzo milione di euro, necessari e utili per gli inizi dei lavori. La prima fase terminerà nei primi mesi del 2013 ed è in questo primo stadio di lavori che si sviluppa il cantiere pilota per le nuove tecniche di  conservazione delle facciate. La riapertura sarà possibile solo al termine dei lavori della seconda fase che riguardano l’interno.