BRESCIA – Gli esiti del “Franciacorta Historic”. Il dopo gara

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“Non merito la vittoria avendo sbagliato nell’ultima prova a contare di almeno un secondo. Il caso ha voluto però che sulla prova precedente il pressostato non rilevasse correttamente il tempo: alcuni hanno avuto il rilevamento sulle ruote posteriori. Ho chiesto una verifica del mio tempo su quella prova ed è stato riconosciuto il problema sul tubo. Così mi sono trovato la media sia sulla penultima che sull’ultima prova, quella dove avevo sbagliato a contare. Sono stato fortunato. Va detto però che a parte l’ultima prova,  sono riuscito a tenere una media che in vita mia non sono mai riuscito a tenere”. Questo il commento finale di Gianmaria Aghem, protagonista della quinta edizione del “Franciacorta Historic” con la Lancia Fulvia Coupé 1.2 del 1967, svoltosi sabato 7 aprile, vigilia di Pasqua.

Il driver torinese si è imposto sia nella classifica con coefficienti che in quella senza. Alle sue spalle gli strepitosi Lorenzo e Mario Turelli (Morris Mini Cooper S, 1966) autori di una gara condotta sempre ad altissimo livello. L’ultimo gradino del podio è andato all’equipaggio Barcella-Ghidotti su Porsche 356 C Coupé del 1963. Nella classifica femminile prima posizione per Emanuela Cinelli ed Elena Scaramuzzi (Renault 4CV, 1957), portacolori della scuderia Emmebi 70, davanti ad altri due combattivi equipaggi.

Protagonista fra le Scuderie la Franciacorta Motori, Campione d’Italia 2011 che si è aggiudicata il premio come prima Scuderia CSAI classificata e quello riservato alle Scuderie con più equipaggi verificati: ben quindici. Questi i vincitori dei raggruppamenti: nel primo Salviato-Salviato (5° assoluto) su Lancia Aprilia del 1939; nel secondo Sala-Bonomi (8° assoluto) con la 1100 TV del 1955; nel terzo, Aiolfi-Zambianchi (4° assoluto) con la Fiat 1500 Coupè del 1960. Il quarto è andato a Barcella–Ghidotti, su Porsche 356 C del 1965. Il quinto (limitato però fino a vetture del 1968) è andato ad Aghem.

Una manifestazione caratterizzata in parte dal maltempo che ha creato non pochi problemi alle vetture con vetri appannati e strumenti bloccati. Nel complesso però, la gara organizzata dalla VeCars di Andrea e Roberto Vesco, si è dimostrata complessa, non facile sia per le disposizione delle prove, che per il percorso, la cui prima parte e l’ultima richiedevano buona capacità di navigazione. I tempi delle prove hanno permesso a tutti, anche alle tredici vetture anteguerra, di poter raggiungere il pressostato senza necessariamente rischiare la vettura. Roberto Vesco, grazie alla sua esperienza, ha disposto tante  prove corte che alternavano tratti da fare velocemente ed altri da affrontare a velocità da “lumaca”. Insomma prove da interpretare molto attentamente, che hanno lasciato il segno anche su qualche Top Driver.

Centoquattro gli equipaggi verificati con 92 vetture classificate al termine di un percorso di 121 chilometri intervallato da 42 prove cronometrate in linea, senza ripetizione, tutte valide ai fini della classifica generale. Un merito quest’ultimo che va dato ai cronometristi, che hanno manifestato grande professionalità anche sotto il diluvio. La data pre-pasquale poteva fare supporre un numero limitato di iscritti, cosa che invece non è stata. In particolare la qualità dei partecipanti e le belle vetture hanno premiato gli organizzatori, che hanno visto riconosciuto l’ottimo livello raggiunto dalla gara in pochi anni.

Diversi i punti a favore; ottima ospitalità, gadget per tutti i partecipanti, una locazione come quella della Colombera Golf & Resort, che dalla mattina ha garantito un’ospitalità di alto livello. Molto apprezzato anche il pranzo tenuto in un locale fronte lago nella località di Paratico.

Non sono mancati anche concorrenti che hanno sottolineato la bellezza del percorso dal punto di vista panoramico, come il passaggio tra Coccaglio e Cologne, con i partecipanti circondati da filari di viti, oppure il passaggio di Paratico, con tre prove cronometrate a bordo lago d’Iseo, oppure  la salita di Polaveno con la visione mozzafiato sul lago d’Iseo. Impossibile poi dimenticare il controllo timbro presso “Ca del Bosco”, la splendida azienda, leader nella produzione del rinomato ‘bollicine’, che ha mostrato grande spirito di ospitalità.

Questi i commenti di alcuni protagonisti.

“Una gara bella e difficile che imponeva di non sbagliare nulla” ricorda Barcella. “Resa ancora più difficile dall’handicap della pioggia. Il fondo  in sterrato ha poi imposto modi diversi di passaggio che  impongono improvvisazione. Noi non siamo abituati come  i rallisti percorso che ha imposto un diverso sistema di frenata. Quindi sono ancora più contento del risultato”.

 Chi ha creduto nella vittoria assoluta è stato Turrini: “Una gara  divertente, molto tecnica con tubi a vista,  ma insidiosi. Le condizioni meteo hanno fatto la loro parte. Le prove erano raggiungibili nel tempo indicato da parte di tutti, ma si sono mostrate difficili in particolare per la posizione del tubo. L’organizzazione ha creato difficoltà che hanno fatto la differenza”.

Aiolfi, quarto assoluto, commenta la gara riconoscendo la diversità rispetto a quella dello scorso anno, con tempi che tenevano “sempre con il fiato sospeso. Magari era meglio non avere prove sullo sterrato. Certo non sono state le solite prove sul piazzale. Anche la navigazione ha avuto la sua difficoltà”.

Ezio  Sala: “Dopo una serie di ritiri con rotture dell’auto, oggi ho preso una rivincita. Belle prove e difficili, La macchina ha  risposto bene, il navigatore è stato bravo in un percorso con parecchie insidie lungo il tragitto”.

Emanuela Cinelli si è certo divertita con la sua Citrone R4. “La gara è stata bella ed impegantiva con prove alternate, ma tutte belle. Con la R4 mi diverto moltissimo”.

L’ultima parola all’organizzatore Roberto Vesco. “Siamo entusiasti della partecipazione dei concorrenti. Abbiamo messo alcuni trucchetti particolari,  senza favorire nessuno. Tutti vengono volentieri. Noi cerchiamo di fare bella figura su tutto quello che possiamo. Non possiamo controllare il tempo atmosferico, che ha voluto rovinare una grande festa”.