Via anche Bossi. Ma cosa cambia?

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Via Berlusconi, via Bossi. E’ davvero finita – male – un’epoca, mentre una nuova non si è ancora aperta.

Un vecchio adagio, dicono di Mao Zegong, recitava pressappoco così: “c’è grande confusione sotto le stelle; bene, ci sono grandi opportunità”. Francamente, per l’Italia futura, vedo solo confusione. E la tristezza nei volti dei politici che si alternano sui vari talk show a ripetere le solite cose trite e ritrite alle quali – spero per loro – non credono davvero.

Umberto Bossi è una persona perbene: questo il ritornello di queste ore. Fino a prova contraria nessuno lo contesta. Ma era chiaro a tutti che dopo la malattia non era più lo stesso e non poteva più controllare una cerchia di persone che – invece – controllavano lui. E approfittavano della sua credibilità personale.

E’ stato bravo a dimettersi, giù il cappello. Quanti politici hanno fatto questo? Eppure nessun partito è esente. Spero che ora la finiranno di fare la gara a chi è più “puro”.

E’ finita – male – un’epoca, dicevo. Ma avete notato una cosa? Siamo a quella che, ormai, tutti chiameranno “terza Repubblica” e gli unici che non si sono schiodati dalle poltrone sono gli ex dei partiti che esistevano dal dopoguerra: ex democristiani, comunisti, socialisti, missini, ecc.

Ancora tutti lì, con nomi di partito differenti ma sempre pronti a difendere i loro privilegi. Hanno reso vano il lavoro di Giovannini, presidente Istat, che doveva studiare come allineare gli stipendi dei politici italiani a quelli dei paesi europei, frammentando il suo lavoro con paletti e regole imposti dal parlamento. Vano pure il tentativo dello stesso Giovannini di rendere trasparenti e allineati gli stipendi degli alti dirigenti statali, guarda caso!

Altro che svolte epocali, come dice SuperMario. Di epocali – in Italia – ci sono solo le stangate che ci arrivano tra capo e collo con le tasse imposte dal governo Monti con la scusa che era necessario salvare la credibilità dell’Italia nel mondo.

Sì, ma ora che “superspread” è tornato vicino ai 400 punti – pare – per colpa di speculazioni che investono Spagna e Portogallo, che faranno? Ci metteranno una tassa “una tantum” a favore del debito sovrano dei quei paesi per salvare l’immagine dell’Europa nel mondo?