MANERBA – L’anima per l’acqua: la leggenda di San Sivino

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La Chiesa di San Sivino è ormai in uno stato di abbandono e degrado avanzato ed è anche stata vittima, nell’ultimo periodo, di atti di vandalismo.

Interno San Sivino

San Sivino si trova in un punto difficile da raggiungere, sul promontorio, uno sperone prospiciente la riva del lago di Garda, inoltre, il percorso è occupato dalle residenze sorte negli ultimi 20.

L’edificio ha un’unica navata, con campate ad archi a tutto sesto, le condizioni della struttura sono gravi e necessiterebbero di un restauro, l’assessore alla Cultura gardesano è intenzionato ad avviare i lavori per il recupero della Chiesa, ma è bloccato dal ricorso al Tar fatto dai proprietari che si trovano nelle vicinanze della chiesa e sono contrari alla creazione di un percorso per accedere dall’esterno alla chiesa.

Lastra, simbolo del patto

Attualmente il Comune ha avviato un procedimento con la Curia di Verona di tutela del diritto d’accesso, l’amministrazione non vuole rinunciare al recupero di un sito culturale e storico così importante.

Il restauro e la sistemazione del sito culturale e storico comporterebbero una valorizzazione turistica del territorio, attraendo molti visitatori spinti non solo dall’interesse artistico, ma anche dalle leggende che circondano una lastra di pietra rossa situata nella parete esterna verso sud.

La lastra mostra le impronte di una mano, un piede e di una croce. Si narra che nel 1200 un mugnaio fece un patto con il diavolo, gli donò la propria anima in cambio di acqua per il suo mulino.

Chiesa San Sivino

L’accordo è siglato dalle impronte della mano e del piede, il “piede del Diavolo”,  presenti sulla lastra. Questo aspetto mistico e misterioso attirerebbe molti turisti e curiosi, il restauro sembra essere realmente necessario per la valorizzazione e la tutela del sito.

L’aspetto religioso e culturale sarebbero accompagnati dall’aspetto misterioso e mistico che la lastra e la leggenda che la accompagna suscitano. Nella tradizione le leggende legate alla lastra sono molteplici.

Si narra di un contratto tra il parroco di Manerba (dal latino manis, mano) e Padenghe (dal latino pedis, piede), il patto è siglato sulla lastra dalla presenza di una croce. Un’altra leggenda racconta che la croce fosse stata aggiunta per neutralizzare i simboli pagani.

Il patto con il diavolo del mugnaio, sicuramente, ha suscitato molto interesse e resta la più importante e conosciuta tra le leggende relative alla lastra.

L’esito della storia del mugnaio ha inoltre un lieto fine, sembra che in punto di morte si fosse pentito, donò il mulino alla chiesa e chiese il perdono, che ottenne insieme alla restituzione della propria anima, precedentemente venduta al diavolo.