Il Passera bifronte

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Se quello di Passera è davvero il volto emergente della nuova era politica italiana è meglio che cominciamo subito a preoccuparci. Ieri ha parlato di una nuova, seconda fase recessiva. Ma va? Ce ne ha messo di tempo ad accorgersene, forse perché con qualche milione di euro di reddito all’anno non ha certo problemi ad arrivare a fine mese.

Ma il Passera pensiero che più mi ha stupito è stato quello sul “credit crunch”: si è reso conto di una cosa che ha sempre negato fino al giorno in cui è stato uno dei banchieri più influenti del paese, cioè che le banche non finanziano più, se mai l’hanno fatto per davvero, aziende e famiglie italiane. E bravo Passera, ha davvero una bella faccia, ma non dico di cosa.

Invece Monti sta facendo il giro del mondo per promuovere l’immagine della nuova Italia che, dopo il mitico “salva-cambia-cresci” è davvero un’altra cosa. In tre mosse ha salvato l’immagine del paese.

La Camusso si è chiesta chi salverà gli italiani e – una volta nella vita –  sono d’accordo con lei.

Questi professoroni hanno brutalmente stangato a destra e a manca, tassando tutto ciò che era possibile e togliendo risorse a famiglie e imprese e – naturalmente – se queste misure sono passate in parlamento, i partiti che sostengono il governo, non sono esenti da responsabilità perché, non dimentichiamolo, la politica non è sparita e non si è fatta da parte. Sta solo lasciando che il “lavoro sporco” lo facciano i “tecnici” –  con redditi da qualche milione di euro l’anno –  per poi tornare a riprendersi il posto al sole, una volta passata “a nuttata”, senza subire troppi danni e senza intaccare il proprio status di casta super pagata e ben protetta.

Intanto, dopo aver passato anni a sbranarsi l’un l’altro nell’era Berlusconi, ora sono “culo e camicia” palesando quell’alto “senso dello stato” (volutamente minuscolo) di cui sembravano fino a ieri assolutamente sprovvisti così come della tanto sbandierata “responsabilità”, che ora decantano ad ogni piè sospinto.

Vi chiedete perché abbia scritto “stato” volutamente minuscolo? Allora vi chiedo se è “etico” uno stato che non paga i fornitori per un valore che si approssima ai sessanta milioni di euro mentre le piccole e medie aziende fornitrici stanno soffrendo la stretta del credito e la crisi del mercato.

E sempre  Passera – in un altro passaggio del suo illuminato pensiero – dice che “sì, il problema esiste e il governo sta pensando a come recuperare risorse per saldare almeno il 50% del debito”.

Provate voi a dire all’agenzia delle entrate che “sì, forse pagherete le tasse che dovete allo stato, appena trovate le risorse”! Lo stato non si suicida se non può pagare. Il contribuente onesto sì: si dà fuoco, o si s getta da un ponte, o si spara in bocca.

Esagero? Rileggetevi le cronache di questi giorni e di quelli da poco passati e rileggetevi anche le lettere che queste persone lasciano prima del gesto estremo. E poi ditemi ancora che esagero.

In un intento – spregevole e incivile – questo stato è riuscito. Quello di far credere al “popolo bue” che tutte le colpe della situazione attuale ricadono sulle spalle di quei commercianti, artigiani, ristoratori e baristi che non fanno qualche scontrino. Distraendo l’attenzione dei più dalle vere responsabilità che stanno in una classe politica, la stessa da cinquant’anni a questa parte, che non ha mai attuato una vera azione di contenimento della spesa pubblica, o una vera riduzione dei costi della politica stessa, o una vera riforma fiscale e federalista.

Cari lettori, potrei dilungarmi oltre per decine di pagine, nell’elencare le nefandezze di cui “lor signori” dovrebbero vergognarsi e non lo fanno. Invece vi invito a non lasciarvi distrarre dalle vere responsabilità: inchiodateli ogni volta che potete. E non cadete nella trappola di chi vuole farvi credere che il nemico è tra noi. Tra le varie fasce sociali non esistono nemici. Esistono persone che cercano di sopravvivere ad una situazione economica drammatica che “loro” hanno causato per incompetenza e incoerenza. E – vogliamo chiamarla – distrazione?