BRESCIA – Novità fiscali contenute nella manovra del governo

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Riepiloghiamo, per fare un pò di chiarezza, le principali novità in materia fiscale contenute nella “Manovra Monti” e successive modifiche.

Nuova tassazione sugli immobili. Sono tenute al versamento dell’imposta sugli immobili esteri le persone fisiche residenti ai fini fiscali in Italia:

•proprietarie dell’immobile;

•ovvero titolari di altro diritto reale sullo stesso (es: usufrutto…)

Sono esclusi dall’ambito di applicazione della nuova imposta gli immobili situati all’estero posseduti da:

•società commerciali (snc, sas, srl, spa, società cooperative) ed enti ad esse equiparati;

•società semplici ed enti ad esse equiparati;

•trust;

•enti non commerciali.

L’aliquota dell’imposta è stabilita nella misura dello 0,76% e deve essere applicata:

•sul costo storico dell’immobile risultante dall’atto di acquisto o dai contratti;

•in mancanza di tale riferimento, sul valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

In relazione all’imposta in esame, si segnala inoltre che:

•essa si applica proporzionalmente:

–alla quota di possesso dell’immobile;

–ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine, il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno 15 giorni è computato per intero;

-è possibile dedurre, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale (e non imposta sui redditi) versata nello Stato estero in cui è situato l’immobile.

Il versamento dell’imposta deve essere effettuato entro il termine del versamento a saldo delle imposte sui redditi relative all’anno di riferimento (di norma entro il 16.06 salvo proroghe).

Nuova tassazione sulle attività finanziarie detenute all’estero. Viene istituita anche un’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti in Italia. Anche l’imposta in esame si applica a decorrere dal 2011. Le attività estere di natura finanziaria sono tutte quelle da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera. Pertanto, dovrebbero essere soggetti alla nuova imposta anche i conti correnti bancari esteri. Non dovrebbero invece rientrare nel campo di applicazione della nuova patrimoniale le attività finanziarie affidate in custodia e amministrazione, o in amministrazione fiduciaria, a intermediari residenti in Italia, a prescindere dal luogo in cui questi le abbiano depositate. Sono previste due aliquote da applicare sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero:

•lo 0,1%, per il 2011 e il 2012;

•lo 0,15%, a decorrere dal 2013.

La base imponibile su cui applicare le suddette aliquote è costituita:

•dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui sono detenute le attività finanziarie, anche utilizzando la documentazione dell’intermediario estero di riferimento per le singole attività;

•in mancanza del valore di mercato, secondo il valore nominale o di rimborso.

In relazione all’imposta in esame, si segnala inoltre che:

•essa si applica proporzionalmente alla quota e al periodo di detenzione;

•è possibile dedurre, fino a concorrenza dell’imposta medesima, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato estero in cui sono detenute le attività finanziarie.

Il versamento dell’imposta deve essere effettuato entro il termine del versamento a saldo delle imposte sui redditi relative all’anno di riferimento (di norma entro il 16.06 salvo proroghe.

Nuova imposta di bollo sui capitali “scudati”. Viene istituita un’imposta di bollo speciale annuale da applicare sulle attività finanziarie rimpatriate a seguito dell’adesione ad uno dei c.d. “scudi fiscali”. L’imposta in esame si applica a partire dal 2012.e riguarda:

•le sole attività finanziarie (titoli, azioni, ecc.) e non anche quelle patrimoniali di altro genere (immobili, yacht, ecc.);

•tutte le attività finanziarie che hanno beneficiato dell’emersione utilizzando gli “scudi fiscali” succedutesi nel tempo: quindi, anche le attività finanziarie derivanti da sanatorie poste in essere 10 anni fa;

•le attività finanziarie ancora segretate.

L’imposta di bollo speciale in esame è dovuta nella misura:

•dell’1%, nell’anno 2012;

•dell’1,35%, nell’anno 2013;

•dello 0,4%, dal 2014.

L’imposta si applica sul valore delle attività finanziarie rimpatriate e ancora segretate al 31 dicembre dell’anno precedente. Per il solo versamento da effettuare nel 2012, il valore delle attività segretate è quello al 6.12.2011 (data di entrata in vigore del DL 201/2011) anzichè il 31.12.2011. Si sottolinea che se entro il 31.12.2012 le attività finanziarie verranno prelevate dal dossier segretato, l’imposta , a partire dal 2013, non sarà dovuta. L’imposta di bollo speciale in esame è determinata al netto dell’eventuale imposta di bollo “ordinaria” dovuta sulle comunicazioni alla clientela relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, introdotta dal DL 98/2011 e modificata dallo stesso DL 201/2011. Ai fini dell’assolvimento dell’imposta, gli intermediari finanziari:

•provvedono a trattenere l’imposta dovuta dalle attività rimpatriate, ovvero ricevono provvista dallo stesso contribuente;

•effettuano il relativo versamento entro il 16 febbraio di ciascun anno.

Ad oggi la scadenza per il versamento è prevista per il 16.05.2012, pertanto entro tale data gli intermediari finanziari devono provvedere a versare 1% delle attività finanziarie ancora segretate al 6.12.2011. Gli intermediari finanziari sono tenuti a segnalare all’Agenzia delle Entrate i contribuenti nei confronti dei quali non è stata applicata e versata l’imposta di bollo sulle attività “scudate”. Nei confronti di tali contribuenti, l’imposta viene riscossa mediante iscrizione a ruolo e, per l’omesso versamento, si applica una sanzione pari all’importo non versato.

Imposta straordinaria sulle attività  prelevate dal dossier segretato. A latere della nuova imposta di bollo sulle attività “scudate”, il DL 201/2011 ha introdotto un’imposta straordinaria, pari all’1%, sulle attività finanziarie oggetto di emersione che, alla data del 6.12.2011, sono state in tutto o in parte prelevate dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto della procedura di emersione ovvero comunque dismesse. Con riferimento a tale imposta, occorre tenere presente che:

•è dovuta per il solo anno 2012;

•per la liquidazione, il versamento e le sanzioni, si applicano le disposizioni sopra illustrate con riferimento all’imposta di bollo speciale sulle attività finanziarie oggetto di “scudo fiscale”.

Fabbricati ruali iscritti nel catasto fabbricati. L’art. 7 co. 2-bis del DL 13.5.2011 n. 70, convertito nella L. 12.7.2011 n. 106, aveva stabilito che, ai fini del riconoscimento della ruralità fiscale degli immobili già censiti al Catasto Fabbricati, i soggetti interessati (proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento) dovevano presentare all’Agenzia del Territorio una domanda di variazione della categoria catastale:

•per l’attribuzione all’immobile della categoria A/6 (immobili rurali ad uso abitativo) o della ca-tegoria D/10 (immobili rurali ad uso strumentale);

•entro il 30.9.2011.

Al riguardo, il DL 216/2011, come modificato in sede di conversione, stabilisce che:

•sono fatti salvi gli effetti delle domande di variazione della categoria catastale presentate ai fini del riconoscimento del requisito di ruralità, anche dopo la scadenza del suddetto termine del 30.9.2011 ma comunque entro il 2.7.2012 (in quanto il 30.6.2012 cade di sabato; il testo originario del DL 216/2011 prevedeva la scadenza del 31.3.2012);

•resta però fermo il classamento originario degli immobili rurali ad uso abitativo.

Alla suddetta domanda deve essere allegata un’autocertificazione nella quale il richiedente dichiara che l’immobile possiede i previsti requisiti di ruralità:

•fin dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda;

•in via continuativa.

L’Agenzia del Territorio:

•verifica la sussistenza dei requisiti di ruralità fiscale;

•convalida l’autocertificazione presentata.

Con successivo DM saranno stabilite le modalità per l’inserimento negli atti catastali della sussi¬stenza del requisito di ruralità, fermo restando il classamento originario degli immobili rurali ad uso abitativo.

Fabbricati rurali aiscritti nel catasto terreni. Per quanto riguarda i fabbricati rurali ancora iscritti nel Catasto Terreni, si ricorda che il DL 6.12.2011 n. 201 convertito nella L. 22.12.2011 n. 214 (c.d. “Manovra Monti”) ha stabilito che devono essere dichiarati al Catasto Fabbricati:

•entro il 30.11.2012;

•mediante la procedura “DOCFA”.

Non devono essere dichiarati, a meno che sussista una ordinaria autonoma suscettibilità reddituale:

•i manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati;

•le serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;

•le vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;

•i manufatti isolati privi di copertura;

•le tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 me¬tri, purché di volumetria inferiore a 150 metri cubi;

•i manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo.

Qualora la dichiarazione di aggiornamento catastale non venga presentata: si procederà all’accatastamento d’ufficio, con oneri a carico del soggetto obbligato;

•al soggetto obbligato si applica anche una sanzione amministrativa da 1.032,00 a 8.264,00 euro.