BRESCIA – Tutte le misure sul “decreto semplificazioni”

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Ricordiamo, prima di entrare nel merito,  che entro il 31 marzo di ogni anno, i contribuenti che effettuano interventi di riqualificazione energetica (detrazione 55%), in caso di prosecuzione dei lavori oltre il periodo di imposta in cui sono iniziati, devono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno precedente.

La comunicazione deve essere inviata solo in via telematica utilizzando il software di compilazione e di invio dedicati disponibili su www.agenziaentrate.gov.it.

Riassumiamo ora le principali novità in materia fiscale introdotte con il cosiddetto “DL sulle semplificazioni fiscali” (DL 2.3.2012 n. 16).

Compensazioni dell’ Iva con altri tributi. Il limite per la libera compensazione dei crediti Iva passa da €10.000 a €5.000. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le nuove regole si applicano dal 1° aprile 2012. Fino al 31 marzo, i contribuenti potranno continuare a compensare il credito Iva, fino al limite di €10.000 annui, senza aver necessariamente già presentato la dichiarazione o l’istanza da cui il credito emerge. Dal 1° aprile, invece, la compensazione di importi annui superiori a €5.000 potrà essere effettuata a partire dal giorno sedici del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione, o dell’istanza, da cui il credito emerge. Questa regola vale sia per la compensazione del credito annuale sia per quello relativo a periodi inferiori all’anno. Ricordiamo che le suddette limitazioni valgono per le compensazioni in Modello F24; non vige alcuna limitazione per le compensazioni IVA da IVA.

Dichiarazioni di intento. Viene modificato il termine per la comunicazione telematica dei dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento che passa dal 16 del mese successivo a quello di ricevimento della dichiarazione, al termine per la prima liquidazione mensile o trimestrale successiva in cui sono registrate le operazioni riconducibili alla lettera d’intento.

Comunicazioni black list. La comunicazione relativa alle operazioni attive e passive con operatori stabiliti in Paesi appartenenti alla cosiddetta black list deve essere effettuata solamente per quelle di importo superiore a €500.

Comunicazioni relative a ottenimento di benefici fiscali. La fruizione di benefici di natura fiscale e l’accesso a regimi opzionali (ad esempio, trasparenza consolidato) non sono preclusi in caso di comunicazione o adempimento formale non tempestivo, a condizione che: sussistano i requisiti sostanziali richiesti, non sia già stata contestata la violazione o non siano già iniziati accessi, verifiche, ispezioni o altre attività di accertamento di cui se ne abbia formale conoscenza, si provveda all’adempimento entro la presentazione della prima dichiarazione utile versando la sanzione amministrativa minima pari ad €258,23.

Accesso al riparto del 5 per mille. A decorrere dall’esercizio finanziario 2012, possono accedere al riparto del 5 per mille tutti gli enti che, pur non avendo assolto, in tutto o in parte, nei termini di scadenza gli adempimenti richiesti: posseggano i requisiti sostanziali richiesti, presentino la domanda di iscrizione e ottemperino alle integrazioni documentali nel termine del 30 settembre, versino la sanzione amministrativa minima pari ad €258,23.

Acquisti da parte di turisti stranieri. Il divieto di trasferimento di denaro contante per importi pari o superiori a 1.000,00 euro non opera per l’acquisto di beni e di prestazioni di servizi, effettuati:

•da persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei Paesi dell’Unione europea (ovvero dello Spazio economico europeo), che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato italiano;

•presso esercenti il commercio al minuto, o attività assimilate, e presso agenzie di viaggi e turismo compresi alberghi e ristoranti. Tale deroga, però, è applicabile solo in presenza di precise condizioni. In particolare, il cedente del bene o il prestatore del servizio:

•deve acquisire, all’atto dell’effettuazione dell’operazione, sia la fotocopia del passaporto del cessionario e/o del committente, sia un’apposita autocertificazione di quest’ultimo, ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000, in cui attesta il fatto di non essere cittadino italiano né cittadino di uno dei Paesi dell’Unione europea (ovvero dello Spazio economico europeo), nonché di possedere la residenza fuori del territorio dello Stato italiano;

•deve versare, nel primo giorno feriale successivo a quello di effettuazione dell’operazione, il denaro contante incassato su un proprio conto corrente tenuto presso un operatore finanziario, consegnando a quest’ultimo fotocopia del documento di identità di cui sopra (e non – almeno così sembrerebbe – anche dell’autocertificazione) e della fattura, della ricevuta o dello scontrino fiscale emesso;

•deve avere inviato apposita comunicazione preventiva (anche in via telematica) all’Agenzia delle Entrate

Gli adempimenti devono essere rispettati anche dagli operatori che effettuano operazioni tra il 2 marzo e la pubblicazione del modello di comunicazione. Una volta disponibile il modello, gli operatori avranno 15 giorni di tempo per inviare (ex post) la comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Rimborso per mancata deduzione Irap. Per effetto della disposizione contenuta nel D.L. n.201/11 (Manovra Monti), che ha ammesso in deduzione dal 2012, ai fini Ires e Irpef, un importo pari all’Irap relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni già spettanti, è stabilito che potrà essere presentata istanza di rimborso relativamente alla maggior Irpef/Ires pagata per effetto della deduzione forfettaria del 10%. In particolare le annualità interessate sono quelle per le quali risultano ancora pendenti i termini per la richiesta di rimborso ai sensi dell’art.38 del DPR n.602/73, all’ulteriore condizione che per detti periodi:

-non siano state operate deduzioni dell’Irap dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo – oppure – che la deduzione effettuata in misura pari al 10%, risulti inferiore a quella che sarebbe stata eseguita applicando il calcolo analitico in vigore dal 2012. L’Agenzia delle Entrate con un provvedimento stabilirà le modalità operative di presentazione delle istanze in base alle quali si potrà valutare la convenienza a chiedere il rimborso.