CEVO – Ha aperto la “Casa del Parco” per puntare sul turismo

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La Valsaviore scommette su una delle sfide più attese da decenni: l’affermazione di un sistema turistico in grado di creare valore attraverso il territorio. Ieri, sabato 24 marzo, con l’inaugurazione della Casa del Parco presso la Villa Ferrari, si è aperta una nuova fase che va verso questa direzione. Gli investimenti fatti nel corso degli anni, consistenti e mai interamente messi a frutto, sembrano aver trovato una ragion d’essere.

Il taglio del nastro

Erano presenti i rappresentanti di tutti gli enti che sosterranno l’iniziativa: Dario Furlanetto direttore del Parco dell’Adamello, insieme con Silvio Citroni assessore al Parco in Comunità montana e sindaco di Cevo; Corrado Tomasi presidente dell’ente comprensoriale e del Bim; Monica Rizzi assessore regionale allo Sport e giovani; Lorenzo Ramponi presidente della Pro Loco Valsaviore; Giovanni Ghetti coordinatore delle attività culturali di Essetiesse, la società che gestisce la Casa del Parco; il comandante dei Carabinieri Brunello Bacco; il sindaco di Saviore Alberto Tosa; il parroco don Filippo Stefani e molti altri.

All’interno della chiesetta, dopo la benedizione da parte di mons. Morandini, nunzio emerito, Eugenio Fontana ha presentato il libro di Lino Zani “Era santo, era uomo. Il volto privato di Papa Wojtyla”, per sottolineare la presenza di Giovanni Paolo II in Valsaviore, attraverso il ricordo dei momenti trascorsi sull’Adamello, e nella Croce di Job, una scultura creata in onore della visita del pontefice a Brescia, posta sul Dosso dell’Androla.

L’evento ufficiale di ieri ha avuto un prologo, il 21 marzo, con l’apertura delle attività didattiche e la presenza di un centinaio di alunni dell’istituto comprensivo “B. Zendrini” di Cedegolo, oltre ai ragazzi della Cooperativa Arcobaleno, con i loro educatori. Hanno potuto sperimentare, per primi, le attività e i laboratori proposti dalle altre strutture che già operano nel Parco dell’Adamello, che sono la Casa di Vezza d’Oglio – Alternativa Ambiente e il Centro faunistico di Paspardo.

La Casa del Parco ha tutte le carte in regola per diventare un centro di eccellenza: ospita un centro conferenze, il giardino botanico, un museo permanente con sezioni dedicate alla mineralogia e all’ambiente adamellino, ma anche all’archeologia: i visitatori potranno presto vedere le stele con iscrizioni nord-etrusche ritrovate nel sito in quota del Dos del Curù. A questo si aggiunge la parte ricettiva, alloggio, ristoro e vendita di prodotti tipici. Una delle novità interessanti è che sarà anche sede amministrativa del Parco e i cittadini residenti in zona non dovranno andare a Breno per presentare o richiedere documenti, ma potranno farlo a Cevo, presso l’ufficio aperto al pubblico dal primo aprile.

 

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