VALTROMPIA – “Proposta” di spettacoli nel weekend lancia il tridente

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Si attendono tre giorni di teatro in valle, a partire da domani, venerdì 23 marzo, in occasione di altrettanti eventi per la rassegna culturale “Proposta ‘12”. Si parte dall’attore-narratore Mario Perrotta, fresco del Premio Speciale Ubu 2011 per la trilogia Sull’Individuo Sociale, che domani andrà in scena alle ore 21 all’auditorium della scuola media “Olivelli” di Villa Carcina (ingresso 3 euro) con lo spettacolo “Odissea”. Dice Perrotta: “C’è un personaggio nell’Odissea che, da sempre, cattura la mia attenzione, un personaggio che molti non ricordano neanche: Telemaco. Ho provato a chiedere in giro e, difatti, molti ricordano il cane di Ulisse – Argo, mi pare…-  ma non il figlio. Io, invece, ne ho sempre subito il fascino, perché la sua attesa è carica di suggestioni”.

Il Telemaco di Perrotta è un ragazzo che scende nella piazza del paese e insieme a due musicisti mette in piedi uno spettacolo d’arte varia con l’intento di raccontare la sua versione dei fatti. Telemaco non ha ricordi di Ulisse, non l’ha mai visto, non sa come è fatto, non sa il suono della sua voce: per lui, Ulisse è solo un racconto della gente. Ed è proprio questa assenza ad aprire infinite possibilità nei pensieri del protagonista. Lui è l’unico personaggio dell’”Odissea” che può costruire un’immagine del padre calibrata a suo piacimento. I pensieri di Telemaco, forse, sono l’unico luogo dove Ulisse può essere ancora un eroe. Ma gli eroi durano il tempo di un romanzo e questo Telemaco lo sa.

Prosegue Perrotta: “Ho disancorato Telemaco dal tempo degli eroi e l’ho trascinato qui, nel ventunesimo secolo, avvilito da una madre reclusa in casa; assediato dalla gente del paese che, non sapendo che fare tutto il giorno al bar della piazza, mormora della sua “follia” e della sua famiglia mancata; circondato dal mare del Salento, invalicabile e affamato di vite umane. Solo così potevo immaginare un’odissea mia, contemporanea, solo portando la leggenda a noi, in questo nostro tempo così disarticolato e privo di certezze”. Si mescolano dunque il mito e il quotidiano, Itaca e il Salento, i versi di Omero e il dialetto leccese, legati insieme da una partitura musicale rigorosa, pensata ed eseguita dai musicisti che diventano anch’essi, con i loro molteplici strumenti, voci musicali del racconto.

Il secondo appuntamento sarà sabato 24 marzo allo Spazio Praticabile di Ponte Zanano (ingresso 3 euro) con “Lo Spazio Bianco” dedicato al cinema curato dal giovane attore bresciano Michele D’Aquila. Il secondo volume intitolato “Note di cinema” è dedicato al binomio cinema-musica ed è un viaggio nel precinema (il cinema come “scatola magica”, chinetoscopio, gioco d’ombre cinesi) e nel cinema delle origini, fra immagini di vita quotidiana e scheletri danzanti. La proiezione sarà accompagnata da musica dal vivo.

Domenica 25 marzo, per chiudere il weekend a teatro, prenderà avvio alle 17 alle Miniere di Pezzaze (ingresso gratuito) la mini rassegna per bambini “Storie nella… Storia! Spettacoli pomeridiani nei luoghi della memoria” sostenuta dal Sibca della Valtrompia. Alcuni siti museali e luoghi di interesse storico-culturale verranno utilizzati come contenitori di spettacoli per bambini. La scelta va nella direzione di promuovere il teatro per una fascia di pubblico poco coinvolta, poco avvezza a questo linguaggio. Altro obiettivo è la fruizione di spazi altrettanto poco conosciuti come il museo “Le Miniere di Pezzaze”, il “Complesso conventuale di Santa Maria degli Angeli” di Gardone, “I Magli di Sarezzo” e il “Borgo del Maglio di Ome”.

Queste due esigenze hanno dato l’input all’iniziativa di quest’anno che vede il ritorno nella Proposta di appuntamenti teatrali per i più piccini, curati dall’associazione culturale “Treatro terre di confine” con la regia di Fabrizio Foccoli. Lo spettacolo in calendario è “Clinclinì”, lavoro di teatro-narrazione che conduce i bambini nel magico e misterioso mondo del bosco, tra leggende, storie tradizionali e fiabe. “Clinclinì” è il nome di un personaggio immaginario, una piccola “fata” che vive in una grotta e nelle sere d’estate suona melodie incantatrici al pianoforte: soltanto i bambini più attenti, che si mettono al limite del bosco, possono sentirle. Gli altri due principali nuclei narrativi sono invece le avventure di un intraprendente Pollicino e l’alquanto bizzarra fiaba “Occhietto, Duocchietti, Treocchietti”.