LUMEZZANE – L'”Artigianato in mostra” e la sfida contro la crisi

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Innovazione, creatività e permettere a tutti, anche e soprattutto ai giovani, di poter coltivare un’idea avuta, magari, sui banchi di scuola o nei rapporti di stage con le aziende. E poi poterla tecnicamente diffondere all’esterno, al contrario di quanto, per una mentalità tutta valgobbina che comunque l’ha resa celebre nel mondo, è successo a Lumezzane. Sono gli obiettivi di cui si è parlato nella prima edizione di “Artigianato in mostra”, la rassegna organizzata dal mandamento locale di Confartigianato con il patrocinio dell’assessorato alle Attività produttive e che si è svolta nello scorso weekend in piazza Portegaia a Sant’Apollonio.

Una “due giorni” puntata su tutti gli aspetti che hanno una parte in gioco in Valgobbia, dagli artigiani che con esperienza e capacità continuano a lavorare e realizzare nuove idee, gli studenti dell’istituto superiore che si avvicinano verso la formazione universitaria e il mondo del lavoro e poi le autorità che hanno voluto tracciare un bilancio generale della crisi economica.

E’ stato un fine settimana interessante per quanti hanno raggiunto il tendone per ammirare i prodotti dell’eccellenza locale: non articoli casalinghi, valvolame e rubinetti di cui si conosce già lo “stile Lumezzane”, ma le sculture di Oreste Pezzola e Giuseppe Giacomelli, il robot di “Gloreha” progettato da un consorzio di aziende valgobbine per la riabilitazione delle mani e che ha aperto una porta verso il settore biomedicale e poi lampade riscaldate e altre eccellenze di “costume” come gli abiti del Carnevale di Venezia realizzati da Germana Salvi.

Al centro dell’attenzione, però, sono finiti soprattutto gli studenti prima e le istituzioni dopo. Si sente in Valgobbia l’esigenza di avvicinare sempre di più la scuola e il lavoro grazie agli stage e ai corsi di formazione che possono sviluppare idee e iniziative da realizzare nel tempo. Un appiglio, però, al quale imprenditori e datori di lavoro devono dare una mano. “L’idea di custodire nella nostra valle quanto abbiamo costruito e inventato è tipico della nostra mentalità – ha detto la presidente del mandamento locale di Confartigianato Flavia Caldera – ma ai ragazzi chiedo di rendere pubbliche le loro conoscenze e i progetti perchè solo così potranno trovare gli agganci per svilupparli. Chi innova, crea e continua a fare ricerca ha dimostrato di saper combattere la crisi: questo è ciò che dobbiamo fare “.

Per uscire dalla congiuntura, però, servono menti fresche, sinergia, reti di imprese e condivisioni di esperienze. Messaggi che i datori di lavoro valgobbini, per come racconta la storia, spesso faticano a comprendere. Ma se non si segue questa strada, la prospettiva è il fallimento e l’uscita dalla concorrenza. L’appello è stato lanciato dal presidente provinciale di Confartigianato Eugenio Massetti che ha partecipato al convegno sulla “Città-officina” raccontata nel suo libro dal giornalista locale Alfredo Pasotti.

“Abbiamo bisogno di meno burocrazia, abbassare il costo del lavoro e rendere appetibile il territorio per non delocalizzare all’estero – ha detto Massetti – ma anche fare in modo che il piccolo artigiano possa concorrere”. L’assessore alle Attività produttive Rosanna Saleri chiede un’unica entità tra associazioni di categoria, anche diverse, mentre il sindaco Silverio Vivenzi, nella qualità anche di imprenditore, parla di “mentalità vincente” tra chi ha saputo puntare dal processo al prodotto.