MILANO – I “paladini” dei diritti umani contro la “Divina Commedia”

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Ebbene sì. Anche la “Divina Commedia” del sommo Dante è stata messa in forte discussione da un’organizzazione di nome “Gherush92”, formata da ricercatori e professionisti che si occupano della tutela dei diritti umani e che svolgono una funzione di consulenza per l’Onu.

Le accuse mosse dall’organizzazione sono di antisemitismo, islamofobia e omofobia. Infatti, ritiene che in alcuni canti della “Commedia” ci siano degli elementi moralmente scorretti, tanto da chiederne la cancellazione dai programmi scolastici. I presunti problemi si trovano nel canto 34esimo, dove Dante usa il termine “giudeo” con accezione negativa, riferendosi a Giuda Iscariota, colui che tradì Gesù Cristo.

Questa connotazione dispregiativa è estesa all’intero popolo ebraico, da cui deriverebbe l’accusa di antisemitismo. Un altro canto sotto esame è il 28esimo, nel quale il grande poeta inserisce Maometto nella IX bolgia dell’ottavo cerchio, ovvero quella dei seminatori di discordie, considerando inoltre l’Islam come un’eresia. Maometto, visto come uno scismatico, viene orribilmente storpiato e lacerato. Tale episodio, per “Gherush92”, darebbe origine a una certa islamofobia. Infine, nel 15esimo canto l’Alighieri si trova nel terzo girone del settimo cerchio, nel quale, costretti a correre ininterrottamente sotto una pioggia infuocata, vengono condannati i violenti contro natura, i sodomiti, tra i quali gli omosessuali.

A mio avviso, non è assolutamente possibile negare ai futuri studenti la lettura e spiegazione di quest’opera imprescindibile nella loro formazione umanistica. Bisogna riflettere sul fatto che Dante scriveva in un’epoca tanto lontana, quanto diversa, sia culturalmente, sia moralmente dalla nostra. Se per queste ragioni si dovesse eliminare la “Commedia” dai programmi scolastici, bisognerebbe togliere anche molte altre opere, tra cui alcune di Chaucer e Shakespeare, nelle quali non si devono trattare gli insegnamenti morali o politici, ma solo letterari e artistici. Oggi nessuno si sognerebbe di prendere alla lettera quello che autori medioevali scrivevano in riferimento a certi argomenti. Sarebbe impensabile. Non ricordo infatti episodi razzisti causati dalle parole che compongono la “Divina Commedia”. Quello che è stato apprezzato, si apprezza e si apprezzerà dell’opera dantesca sono le raffinatezze grammaticali e lessicali, che testimoniano l’immenso genio del poeta toscano.

L’organizzazione “Gherush92”, in questo modo, sembra avere poca fiducia nelle giovani menti che si avvicinano allo studio dell’opera dantesca, pensando che si lascino facilmente influenzare da correnti culturali così antiche. La “Divina Commedia” è una pietra miliare della nostra storia letteraria, in quanto ha dato origine alla lingua italiana e ci ha regalato intense emozioni che, in certi casi, ci hanno trasportato in un mondo ultraterreno, come se partecipassimo pure noi, insieme a Dante e Virgilio, al viaggio nell’oltretomba. La “Divina Commedia” non si tocca!