SONDRIO – Controlli fiscali, sì dell’Unione Cts ma non parlare di “criminali”

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“Ben vengano i controlli, il contrasto all’evasione e all’elusione e la lotta all’abusivismo e alla contraffazione che auspichiamo sempre più capillare e incisiva, ma una sensazionalistica e ingiustificata campagna mediatica di caccia alle streghe non giova a nessuno. Tanto più che gli stessi dati del Comando provinciale della Guardia di Finanza evidenziano una situazione in Valtellina e Valchiavenna certamente non allarmistica. La nostra realtà locale, infatti, è costituita da una base sana e solida di imprese e contribuenti che vivono nella legalità e fanno crescere la nostra economia”.

Così evidenzia il presidente dell’Unione Cts Marino del Curto in riferimento alle notizie riportate dalla stampa in merito ai controlli fiscali effettuati dalle fiamme gialle nell’ultimo weekend in negozi e pubblici esercizi nel capoluogo, nei principali centri mandamentali e in località turistiche, specificando che “il rispetto delle regole e della legalità da parte di tutti, imprenditori e singoli cittadini, è l’indispensabile presupposto per favorire un’economia sana e un rapporto di sempre maggiore e reciproca fiducia a vantaggio dell’intera collettività”.

“Ciò detto – aggiunge Del Curto – leggendo la stampa locale, spiace imbattersi, in taluni casi, in analisi superficiali e articoli che paiono piuttosto preconcetti e con sfumature esasperate che non giovano a nessuno, ma servono solo a ingenerare un clima non costruttivo di diffidenza e sfiducia verso operatori onesti che lavorano dalla mattina alla sera.

Sappiamo che nell’ultimo weekend – precisa il presidente dell’Unione Cts – a Sondrio e nei principali centri della nostra provincia una sessantina di agenti della Guardia di Finanza ha eseguito dei controlli su 70 imprese del nostro settore e che nell’arco di tutte le verifiche e i controlli effettuati (parliamo di parecchie migliaia) è stata riscontrata la mancata emissione di quindici tra scontrini e ricevute fiscali.

Dunque, su migliaia di transazioni e controlli effettuati nello scorso weekend sono stati riscontrati 15 tra scontrini e ricevute fiscali non emessi, per un importo complessivo che lasciamo a voi stimare: a nostro avviso rappresentano un comportamento censurabile, ma un dato tutt’altro che grave, a differenza di quanto alcuni giornali hanno enfatizzato come percentualmente esagerato. Un dato che, invece, ci sentiamo di dire che corrobora, se ve ne fosse bisogno, la dichiarazione rilasciata di recente alla stampa dal comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Paladini, che ha definito la nostra provincia ‘ben più virtuosa di altre in Italia’, dunque una buona base su cui continuare per contrastare e scoraggiare, come tutti ci auguriamo, questi fenomeni”.

Insomma, “siamo consapevoli – conclude Del Curto – che anche in Valtellina e Valchiavenna vi sono fenomeni di elusione fiscale, che essi sono trasversali, riguardano tutto il sistema di imprese e non escludono il lavoro subordinato. Tali fenomeni vanno combattuti e scoraggiati, e noi, ripeto, sosteniamo il rispetto della legalità, ma da provincia virtuosa quale in verità siamo, non vorremmo essere scambiati per una realtà con spiccate criticità, perché questo non corrisponde al vero e non ci rende giustizia.

Chiediamo, infine, a tutti di superare scontati luoghi comuni, di essere maggiormente obiettivi e, quindi, di smettere di criminalizzare una categoria di imprenditori e lavoratori onesti come quella del commercio, del turismo e dei servizi”.

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