BRESCIA – Comunicazione dei beni d’impresa concessi ai soci

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La manovra di ferragosto dl 138/11 convertito con modificazioni dalla legge 148/11 ha previsto l’obbligo di comunicazione delle situazioni nelle quali beni intestati formalmente alle società vengono invece utilizzati dai soci delle stesse o dai familiari dell’imprenditore.

La norma ha introdotto l’obbligo di comunicare al fisco i beni dati in uso a soci e familiari anche al fine di potenziare le informazioni a disposizione degli uffici per gli accertamenti sintetici e da redditometro. Al tal fine, l’Agenzia valuterà anche l’esistenza di apporti effettuati dai soci alla società per finanziare l’acquisto di tali beni.

Dovranno essere elencati in modo distinto i beni dati in uso al socio a titolo gratuito o verso corrispettivo, a prescindere dal fatto che il corrispettivo sia, o meno, inferiore al valore di mercato dell’utilizzo del bene stesso (esempio locazione, affitto, ecc.).

Sono colpite le attribuzioni fatte ai famigliari dell’imprenditore, ai soci che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa, o a loro familiari, ovvero a soci e familiari di altre società del gruppo. Nello specifico il provvedimento attuativo della citata norma ha previsto per l’anno 2011 l’obbligo della predetta comunicazione entro il 2 aprile.

I soggetti obbligati ad adempiere a tale comunicazione sono le società concedenti i beni in godimento, ovvero in via alternativa, il socio o il familiare dell’imprenditore che beneficiano dei beni medesimi. I beni dell’impresa concessi in godimento che devono essere oggetto di comunicazione sono i seguenti:

– autovetture o altri veicoli;

– unità da diporto;

– aeromobili;

– immobili;

– qualsiasi altro bene, il cui valore sia superiore ad Euro 3.000.00 al netto dell’IVA.

Nella comunicazione andrà poi evidenziato l’eventuale corrispettivo pattuito tra le parti per il godimento del bene e il valore di mercato relativo al godimento dello stesso. Formano oggetto di comunicazione, inoltre, i finanziamenti e le capitalizzazioni effettuati dai soci, imprenditore e familiari alle società.

La nuova normativa stabilisce inoltre a partire dal periodo d’imposta 2012:

– da un lato, all’art. 2 comma 36 terdecies, che “la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore” costituisce per il beneficiario una fonte di reddito diverso, assoggettata a tassazione IRPEF;

– dall’altro, al successivo comma 36 quaterdecies, che per la società (o meglio l’esercente attività d’impresa) concedente, “i costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile”.

Vista l’imminente scadenza della prima comunicazione, senza che ad oggi ci sia notizia di proroghe, chiediamo che venga compilato lo schema allegato con l’indicazione dei beni concessi in uso personale ai soci/familiari secondo le indicazioni sopra riassunte. Lo schema allegato dovrà essere restituito debitamente compilato entro il 16/03/2012, anche tramite e-mail al seguente indirizzo felloni@studiortassini.it.