La stagione triste di un lento declino

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Di cosa vogliamo parlare?

Non abbiamo che l’imbarazzo della scelta per giungere alla ragionata conclusione che l’unico motivo vero per elargire un sorriso è il vistoso calo di quello che verso la fine dell’era Berlusconi veniva classificato come il nemico numero uno: lo spread, sceso di quasi 300 punti.

Per il resto non ci resta che piangere. La Grecia è in default tecnico: il gioco ci costerà 31 miliardi di euro. La benzina e il gasolio stanno per varcare la soglia dei due euro per litro. La vendita di auto è in calo pirotecnico e la produzione chiude l’ultimo trimestre con un – 5%.

La Cgia di Mestre stima una stretta del 2,4% nel credito alle imprese e la Coldiretti fà sapere che le sofferenze sono intorno al 30%. Nel frattempo i no-tav stanno mettendo a ferro e fuoco le principali città italiane e i metalmeccanici della Fiom stanno mettendo a ferro e fuoco il Pd costringendone le varie anime a confrontarsi su temi scottanti mentre Bossi ne ha dette di tutti i colori sul Cav.

La nostra immagine all’estero è talmente “forte” che gli indiani ci hanno sottratto i due marò che svolgevano il loro lavoro in acque internazionali a bordo di una nave italiana: praticamente un sequestro, permesso, pare, dal fatto che la nave è entrata in acque territoriali indiane per permettere alla polizia indiana di prelevare i due militari.

Invece gli inglesi hanno tentato un blitz per liberare due ostaggi – uno dei quali era italiano – entrambi uccisi dai terroristi, almeno pare, senza nemmeno informarci.

Ho dimenticato qualcosa?