ROMA – Salvador Dalì, un genio dell’arte in mostra al Vittoriano

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Dulcinea

Salvador Dalì in mostra al Vittoriano. La Capitale si prepara a una primavera in compagnia di un artista che ha trasportato sulla tela il mondo dei sogni, la psicoanalisi di Sigmund Freud e il relativismo di Albert Einstein con i suoi “Orologi Molli”.

Il suo rapporto con il Rinascimento italiano è stato espresso in opere caratterizzate dall’estro di questo artista surrealista, per citare le sue stesse parole: “ Il Surrealismo sono io”.

Un movimento artistico, il Surrealismo, basato sulla sregolatezza, distaccamento da qualsiasi barriera razionale, l’indagine del mondo onirico, poi  trasposto sulla tela, grazie ad artisti capaci di rappresentare l’ignoto, la follia e sentimenti in completa libertà, guidati da quello che è stato chiamato Automatismo Psichico.

Autoritratto di Raffaello

Una mostra antologica dedicata all’artista spagnolo che ha maggiormente fatto parlare di sé durante il periodo delle Avanguardie storiche, con il suo carattere esplosivo e stravagante.

L’inaugurazione avverrà domani, sabato 10 marzo e la mostra durerà fino al 30 giugno. Il titolo dell’esposizione è “Dalì. Un artista, un genio”, curata da Montse Aguer e Lea Mattarella con il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.

La mostra non espone solo una collezione antologica delle sue opere ma è un percorso nell’attività dell’artista: Tele, foto e documenti che ha creato nei suoi anni di attività.

Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí Domènech (1904-1989), genio del surrealismo, ha vissuto in pieno l’epoca delle avanguardie, lasciando il segno e scrivendo un’epoca della storia dell’arte. Pittore, scultore, scrittore, regista e designer.

Nel 1924 si avvicina all’arte dadaista, nel 1926 conosce Picasso, il quale, insieme a Mirò, influenzerà l’arte dell’artista spagnolo. Simbolismo, relatività, psicoanalisi e sogno sono le principali caratteristiche che contraddistinguono l’arte di Dalì.

Parte della mostra allestita al Vittoriano è basata sul rapporto di Salvador Dalì con l’arte classica, in particolare il legame con le opere di Raffaello e Michelangelo. Come l’”Autoritratto con il collo di Raffaello” (1921), o la rivisitazione della “Pietà” di Michelangelo.

Non solo opere ma documenti, disegni e schizzi in omaggio a Don Chisciotte, l’esposizione termina con la Vespa utilizzata dall’artista nel 1962, chiamata Dulcinea, in onore a Cervantes.