GARDONE – Beretta sotto accusa per “giro” di armi: processo a Roma?

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Update Si presentano oggi per l’udienza preliminare davanti al Gup di Brescia Luciano Ambrosoli, il presidente della holding a capo della Fabbrica d’Armi Beretta di Gardone Ugo Gussalli Beretta, il senatore del Partito Democratico Luigi De Sena vicepresidente della commissione Antimafia (e a capo del dipartimento al Viminale negli anni in cui è contestato il caso) e altre dodici persone coinvolte nell’inchiesta partita nel 2004 per un presunto giro di armi costruite dall’azienda valtrumplina e vendute e poi ricomprate, secondo l’accusa a prezzi scontati, al Ministero dell’Interno.

La vicenda, riportata anche da altri giornali locali, risale ai primi anni del 2000 quando il contenuto delle armi registrate dal magazzino e l’effettiva giacenza nello stabilimento gardonese non corrispondeva di 45 mila unità. Il caso è passato sotto i riflettori della magistratura quando una dipendente dell’azienda era stata trovata con quattro armi rubate dal magazzino e sulle quali proprio la Beretta aveva sporto denuncia ai carabinieri.

Un’altra quantità, sedici armi, era stata trovata dai militari americani in mano ai terroristi durante la guerra in Iraq. Questo numero, però, non è contestato dalla giustizia visto che l’azienda aveva venduto regolarmente le armi a un intermediario britannico poi destinate all’Iraq. I riflettori dei pm Antonio Chiappani e Francesco Piantoni che hanno condotto le indagini, invece, si sono accesi su quelle che l’azienda avrebbe venduto alla fine degli anni Settanta all’amministrazione dello Stato per dotare le forze dell’ordine e poi riprese e rettificate oltre vent’anni dopo in un contratto di fornitura con prezzi scontati.

Di queste 45 mila l’azienda ne avrebbe vendute una quantità a un’impresa britannica. A richiamare i pm sarebbe lo scopo delle armi riacquistate al Ministero: secondo la Procura di Brescia, infatti, si parla di armi di guerra e questo vieta la ripresa da parte dell’azienda gardonese se non in piccole quantità e per particolari motivi di studio o esperimenti. L’azienda valtrumplina, dopo essere stata chiamata con altre persone (molti i bresciani) a presentarsi davanti al giudice, si dichiara serena ed estranea ai fatti che le vengono contestati.

La principale produttrice di armi nel mondo parla di contratti regolari per dispositivi di sparo a uso comune, licenze giuste attivate con il Ministero dell’Interno e un altrettanto contratto con una società inglese. Al termine delle udienze e sulla base delle indagini condotte dai pm, il giudice deciderà se procedere con il rinvio a giudizio delle parti interessate.

Update Il prossimo appuntamento al tribunale di Brescia sarà il 21 giugno quando il giudice per le udienze preliminari Luciano Ambrosoli si pronuncerà sulla richiesta formulata dagli avvocati del Viminale di spostare le indagini a Roma oppure Ancona perchè sarebbe di loro competenza. Il presidente della holding Ugo Gussalli Beretta, il senatore del Pd Luigi De Sena e altri dodici imputati sono accusati dai pm Antonio Chiappani e Francesco Piantoni di illecito commerciale e illecita detenzione delle oltre 45 mila armi riacquistate dal ministero dell’Interno e poi rivendute all’estero.