BRESCIA – In Cattolica si parla di cultura con al centro la Concordia

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Domani, martedì 6 marzo alle ore 17, all’Università Cattolica del Sacro Cuore si terrà la seconda conferenza del ciclo “La virtù civile della concordia, una sfida per tutti i tempi” promosso, oltre che dal Dipartimento di scienze storiche e filologiche dell’istituto, anche dalla Confraternita dei Santi Faustino e Giovita.

La relatrice del prossimo intervento, che avrà luogo nell’aula magna Tovini, sarà la professoressa Maria Pia Pattoni, che esporrà “Alle origini della cultura occidentale: l’aspirazione alla concordia e alla pace nei testi letterari dell’antica Grecia”.

Si susseguiranno altri tre incontri, sempre nell’aula magna, alle 17: il 13 marzo il professor Giancarlo Andenna presenterà “Fatti di intolleranza e desiderio di concordia sociale nelle città italiane: l’esempio lombardo”; il 20 marzo il professor Giuseppe Langella ricorderà alcune grandi opere letterarie italiane con “La forza della Concordia: esempi, moniti e appelli nella letteratura risorgimentale”; il 27 marzo, a concludere l’iniziativa, il professor Riccardo Reaelli spiegherà “Dalla sicurezza militare alla human security. La trasformazione degli interventi militari internazionali dopo la fine della guerra fredda”.

Fulcro di tutte le conferenze è il tema della Concordia, venerata fin dai tempi antichi dalle civiltà pagane come potente divinità. Nel corso dei secoli la sua importanza non è diminuita e, anzi, ha avuto sempre un ruolo importante nelle vicende umane. Basti pensare a tutte le catastrofi che si verificarono a causa di discordie tra i popoli e gli uomini.

Proprio queste discordie hanno segnato e sono state il punto debole dell’Italia durante il periodo risorgimentale, cioè quando il nostro paese cercava faticosamente l’indipendenza senza successo per le troppe divisioni interne. Come ha ricordato il professor Langella, questa particolare situazione venne ritratta con una semplice, ma chiarissima frase da Foscolo nel suo “Jacopo Ortis”, che riferendosi all’Italia, guardandola da Ventimiglia, disse: “Nulla ti manca se non la concordia”.