INZINO – Memoria e disagio alla “Proposta”. Va in scena “Sento us”

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L’appuntamento di “Proposta teatrale Valtrompia” di stasera, venerdì 2 marzo, al teatro parrocchiale di via Volta (ore 21, ingresso 3 euro) è dedicato a uno spettacolo vicino alle tematiche della memoria e del disagio. Faustino Ghirardini, regista e attore bresciano, porta in scena “Sento us”, lavoro tratto dal libro omonimo di Claudio Bedussi che ha debuttato all’interno della rassegna teatrale della Valtenesi “Lune di Teatro 2011” ed è stato prodotto per il progetto speciale della rassegna “Il dialetto: la lingua dei padri”.

Ghirardini ha colto la grande forza di provocazione del libro di Bedussi definendola “senza misura, chiara come una sorta di ‘saatù’, di manrovescio, di sberla data al benpensante pensiero”. Le cento voci dell’autore raccontano di giovani vite difficili, ai limiti del vivibile. E lo fanno con parole arrabbiate, non facili da ascoltare e nemmeno da dire; non perché strane e desuete, ma perché semplicemente dure e vere.

Sono le voci dei “cento ragazzi” dai 6 ai 14 anni che sono passati dalla “Casa del Fanciullo di Bogliaco” dal ’69 al ’74, quando piano piano quell’esperienza si concluse dando vita, sul territorio di provenienza dei ragazzi, a iniziative come comunità alloggio, centri aperti e gruppi famiglia. Nello spettacolo le parole risuonano, suggestive, in dialetto, spesso l’unica “lingua” posseduta col cuore. Le poesie si rincorrono a eco in un gioco di voci del narratore-personaggio Ghirardini, o fuori campo.

Oggetti illuminati da abat-jour costellano i commoventi monologhi. Un documento elaborato da un gruppo di studenti di psicologia dell’Università di Padova nel ’74 descrive così la casa che ospitava quelle “Sento us”: “É un istituto educativo-assistenziale per bambini e ragazzi disadattati. Raccoglie circa 60 ragazzi dai 6 ai 14 anni. É inserito nella piccola comunità civica di Bogliaco (piccolo paese sul lago di Garda, di circa seicento abitanti)”.

La prefazione al libro si conclude con l’ennesima provocazione: “Se leggerete di loro nella cronaca nera, invocate la pena di morte, perché il carcere duro non servirà a nulla. Quello lo hanno già avuto, fin dall’età in cui sarebbe stato bello correre incontro alla primavera”.  “Sento us” vuole dare un corpo e una voce a quelle vite, per continuare a raccontare, perché nessuno pensi che quelle storie non possano più accadere. In sala ci sarà don Angelo Chiappa, presente alla casa del fanciullo di Bogliaco mentre si vivevano le “sento us”.