APRICA – Dopo l’inverno della crisi, l’allegoria di “Sunà da Mars”

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Ricco, frugale e stupefacente il “Sunà da Mars 2012”. Ricco per il numero di gruppi presenti alla sfilata con i campanacci; frugale per la consueta sobrietà del “mach” distribuito alla fine alle centinaia di componenti i cortei; stupefacente per il metodo con cui si è svolto.

Nonostante i tempi di crisi, non hanno voluto mancare alla manifestazione folcloristica aprichese, oltre alle frazioni storiche di Aprica Liscedo, Liscidini, Santa Maria, Mavigna, Dosso e San Pietro, anche Brusio (Valposchiavo), Villa di Tirano, Motta di Villa, Teglio, San Giacomo di Teglio, Piateda, Corteno Golgi, Santìcolo e Vilminore di Scalve.

Non è mancato nulla di quanto messo come al solito dall’organizzazione, ma forse c’è stata più qualità e sobrietà nella gestione, tanto nella parte scenografica, quanto in quella gastronomica. Polenta, salsiccia, formaggio e vin brulé o acqua sono stati distribuiti a circa mille persone, e tutti hanno potuto partecipare al felice convivio dopo quasi due ore di scampanii. Ma quello che ha più stupito è stato l’ordine delle varie fasi.

Prima i cortei (quasi) sincronizzati lungo le vie delle contrade, quindi su corso Roma, piazza Mario Negri, via Palabione e piazza dei Caduti. Poi il defluire in piazza del Palabione divisa in settori grandi per ospitare gli scampanatori disposti ad arco, gli spettatori, il palco delle premiazioni, il corridoio per ricevere il mach dai cucinieri.

Sul palco, dopo un prologo con tanti bambini in costume, sono stati chiamati dallo speaker i nuclei principali di tutte le fazioni. E il sindaco di Aprica, dopo l’ultima passerella dei gruppi a solo, li ha omaggiati di un campanaccio con le insegne della località. Richiamare la natura al risveglio, alla vita nuova e alla fiducia nel domani dopo l’inverno meteorologico: questi gli obiettivi dell’iniziativa.