BRESCIA – Giusto licenziare per motivi “personali”

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La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 567 del 17 gennaio scorso, ha sottolineato che la strumentalizzazione per fini personali della posizione di lavoro ricoperta dal dipendente rappresenta una giusta causa di recesso, in quanto tale comportamento vìola la posizione di imparzialità del lavoratore nella gestione degli affari del datore di lavoro, pregiudicando il vincolo fiduciario esistente. Nello specifico, la Suprema Corte ha sancito la piena legittimità del licenziamento del dipendente che pretende il pagamento di una “tangente” dalla società fornitrice per sbloccare una fattura di competenza della stessa società.