MILANO – Regione e Carroccio sfidano Monti sul no stop nei market

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Sui contenuti del decreto liberalizzazioni approvato nei giorni scorsi dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che prevede, tra le altre cose, orari liberi di apertura per tutti i negozi e le attività commerciali, anche nelle feste comandate e la domenica, ieri il consiglio regionale della Lombardia ha dato il via libera a una mozione della Lega Nord per ricorrere contro la decisione.

Il contenuto è stato approvato da tutti i partiti di maggioranza e opposizione, con un solo astenuto: l’assessore al Commercio Stefano Maullu. Sul caso è intervenuto il consigliere bresciano del Carroccio Alessandro Marelli. “Il decreto Monti sulle liberalizzazioni ha poco a che fare con il rafforzamento della concorrenza e della competitività.

Il provvedimento varato dall’attuale Governo spalanca di fatto le porte a una deregulation selvaggia delle attività commerciali – ha detto – a vantaggio esclusivo della grande distribuzione organizzata e conseguentemente delle grandi catene francesi e tedesche, che ne rappresentano la grande maggioranza. Se non si porrà rimedio a questa vera e propria invasione di campo delle competenze legislative regionali saremo costretti ad assistere, nel giro di pochi mesi, alla distruzione di innumerevoli patrimoni aziendali costruiti con fatica nel corso degli anni dalle famiglie lombarde”.

E la Lega Nord non è d’accordo sul fatto che diluendo gli orari di apertura, la gente spenderà di più. “Non illudiamoci poi che misure di questo tipo portino come conseguenza un aumento dei consumi. Il denaro a disposizione delle famiglie per i loro acquisti sarà sempre il medesimo, che si tengano aperti o no i negozi alla sera o nelle feste comandate. La disciplina degli orari – ha continuato Marelli – rientra nelle competenze esclusive delle Regioni e lasciare che lo Stato interferisca è impensabile oltre che anticostituzionale.

Non possiamo accettare che la tutela della concorrenza, la scusa con la quale lo Stato di fatto esautora le Regioni, venga utilizzata come argomentazione imperativa ed inderogabile. Con questa mozione chiediamo che la Regione agisca a tutela delle proprie legittime prerogative, della propria autonomia e a salvaguardia di migliaia di piccole attività che, per colpa del decreto Monti, verranno spazzate via a favore della grande distribuzione organizzata”.