BRESCIA – Caro bolletta (6,5 mln) per le imprese. Molgora protesta

0

“Nel 2012 per le 111.152 imprese bresciane il caro bolletta del governo Monti significherà circa 6,5 milioni di euro in più da pagare allo Stato, questo è il primo spaventoso aumento causato dalla liquidazione delle province”.

Ad affermarlo è il presidente di Palazzo Broletto Daniele Molgora riguardo alle conseguenze del decreto del Ministero dell’Economia del 30 dicembre scorso sulla determinazione dell’aliquota dell’accisa sull’energia elettrica impiegata, per qualsiasi uso, in locali e luoghi diversi dalle abitazioni. L’addizionale, infatti, passando da provinciale a statale, dall’1 gennaio è salita a 0,0121 euro, cioè 12,1 euro per 1.000 chilowattora di consumo.

Una vera e propria batosta, in particolare per le aziende bresciane, che in questi anni, grazie alla provincia, hanno sempre pagato la tariffa minima. L’amministrazione dell’ente, infatti, è l’unica in Italia che, nonostante le grandi difficoltà di bilancio, è riuscita a tenere l’addizionale al livello più basso consentito dalla legge, ovvero 9,3 euro per 1.000 chilowattora. Un beneficio sul quale, con il provvedimento unilaterale del governo Monti, le imprese bresciane non potranno più contare.

“Altro che liberalizzazioni e incentivi alle imprese – sottolinea il presidente – questa è l’ennesima tassa con cui il governo Monti, proprio in un momento di crisi, taglia le gambe a chi produce aumentando dissennatamente i costi con il solo scopo di rimpinguare le proprie casse. Ecco a cosa serve eliminare le province: ad alzare le tasse indisturbati a suon di decreti, senza preoccuparsi di dover rendere conto al territorio”. La provincia di Brescia, seconda in Lombardia per numero di imprese, sarà una delle più penalizzate.

“Questo pesantissimo aumento – afferma Molgora – graverà su tutto il nostro tessuto produttivo, in particolare sulle aziende artigiane, che proprio sull’energia elettrica basano lo svolgimento della loro attività. Il Governo Monti faccia ammenda e sani questo macroscopico errore – conclude – perchè le nostre imprese vanno aiutate non certo tassate, altrimenti la ripresa rimarrà solo negli annunci”.