La tragedia della nave Concordia, ancora storie di uomini contro

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Un’altra storia italiana, una storia di uomini contro. Don Camillo e Peppone, comunisti contro democristiani; Craxi e Berlinguer, a sinistra ma uno contro l’altro; sindacati e Confindustria, operai contro padroni; Andreotti contro De Mita, democristiani ma contro.

Poi è arrivato il Cav o – meglio – “è sceso in campo”. Lui contro tutti, lui contro Prodi, poi ancora lui contro tutti: una storia lunga vent’anni, ma che – oggi – sembra preistoria.

Ai giorni nostri abbiamo SuperMario contro superspread, l’eroe superduro De Falco contro il pavido superfigo Schettino e, per fortuna, sono entrambi napoletani altrimenti sai che dispute.

I cambiamenti di scena sono ormai tanto rapidi e veloci che dobbiamo ancora capire che cosa ci ha travolto che già la scena della vita è cambiata. Così è raccontata a fumetti, d’accordo.

Ma se ci pensate siamo un paese di uomini contro, travolti dal destino. Abbiamo sempre voglia di trovare un nemico contro cui scagliarci. E dimentichiamo – sempre – che alla fine esiste qualcuno che, in un modo o in un altro, subisce. Una violenza, una sconfitta, qualche volta la morte.

E a subire sono sempre i più deboli, coloro che hanno meno tutele, meno barriere da opporre, meno forza per contrattare. Se esiste un modo per fare che questo non accada, io non lo so.

Non ho plastici da esibire in trasmissione, né esperti da intervistare. Mi limito ad osservare, cerco di interpretare. Ma le vicende umane – a volte – sono davvero oscure.

E anche i giornalisti – “certi” giornalisti – che dovrebbero fare informazione, a volte non aiutano o – meglio – aiutano a dare spettacolo.

Che è la cosa di cui in questo momento, di fronte a tante morti, faremmo volentieri a meno. Riposino in pace.

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