BRESCIA – Dignità e libertà. La fotografa Letizia Battaglia in mostra

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Segnaliamo un’importante iniziativa culturale con il patrocinio di Banca Etica: mercoledi 25 gennaio, presso EticOAtelier di via Musei 31 in città, dalle ore 18,30 alle 20,30 si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica “Dignità e Libertà”, dell’artista Letizia Battaglia. La mostra rimarrà aperta fino al 16 febbraio dal lunedi a venerdi dalle 8,35 alle 13. Per info 030.2400988 – 3356510765 info@eticoatelier.net – www.eticoatelier.net.

25 grandi fotografie che costituiscono un campione rappresentativo del lavoro dell’artista dagli inizi della sua carriera, la scelta che la stessa Battaglia ha fatto è di selezionare quelle meno cruente, sguardi di bambine, spaccati di società, elementi di contraddizione sociale.

“… questa donna che ha fotografato la guerra di mafia e la sua città, cha ha portato Pina Bausch e Wim Wenders a Palermo, ha l’innegabile qualità di uno sguardo che, pur scegliendo di non voltarsi altrove, ha saputo non soccombere alle convenzioni della rappresentazione, persino nei momenti più drammatici, quando tutto sembrava soccombere alla criminalità organizzata e ai suoi tentacoli. Di questo bisogna dare atto a Letizia Battaglia, di avere sempre fatto i conti con la realtà con l’intenzione di trasformarla. Ed è questo desiderio la materia principale di cui sono fatte le sue fotografie”.

Scrivono di lei su Wikipedia: “Letizia Battaglia inizia la sua carriera di giornalista nel 1969 lavorando per il giornale palermitano L’Ora. Nel 1970 si trasferisce a Milano dove incomincia a fotografare collaborando con varie testate. Nel 1974 ritorna a Palermo e crea, con Franco Zecchin, l’agenzia “Informazione fotografica”, frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna. Qui si formano i fotografi Luciano del Castillo, Ernesto  Bazan, Fabio Sgroi nonché la figlia Shobha. Nel 1974 si trova a documentare l’inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di quelle atrocità”.

Suoi sono gli scatti all’hotel Zagarella che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo insieme ad Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo. Diviene una fotografa di fama internazionale.

Ma Letizia Battaglia non è solo “la fotografa della mafia”. Le sue foto, spesso in un vivido e nitido bianco e nero, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili), i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria.

Letizia Battaglia è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, ex aequo con l’americana Donna Ferrato, il Premio Eugene Smith, a New York, riconoscimento internazionale istituito per ricordare il fotografo di Life. Un altro premio, il Mother Johnson Achievement for Life, le è stato tributato nel 1999. Ha esposto in Italia, nei Paesi dell’Est, Francia (Centre Pompidou, Parigi), Gran Bretagna, America, Brasile, Svizzera, Canada.

Il suo impegno sociale e la sua passione per gli ideali di libertà e giustizia sono descritti nella monografia delle edizioni Motta: Passione, giustizia e libertà (lo stesso titolo della sua mostra ). Nel 2008 appare in un cameo nel film di Wim Wenders Palermo Shooting.

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