RIMINI – Capolavori bresciani in “Da Veermer a Kandinsky”

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Dal 19 gennaio a Castel Sismondo è iniziata la mostra intitolata “Da Veermer a Kandinsky”, curata da Marco Goldin, che propone cento dipinti prestati da diversi musei di tutto il mondo. Per realizzare questa mostra, organizzata da Linea d’Ombra, sono stati stanziati 2,7 milioni di euro, tra cui 500 mila dalla Fondazione Carim. La mostra si protrarrà fino al 6 giugno.

Nell’esposizione si trovano opere, concesse dalla pinacoteca Tosio Martinengo, dei “nostri” Savoldo, Moretto e Moroni, artisti tanto importanti che influirono sulla formazione del genio Caravaggio, anch’egli presente in mostra. Questo dovrebbe far capire quanto la pittura bresciana del XVI secolo sia stata importante nel panorama artistico italiano, soprattutto per gli sviluppi di una pittura attenta al dato naturale, ben visibile nella straordinaria ritrattistica bresciana: un esempio è il Gentiluomo con flauto del Savoldo (1526).

Si potranno poi ammirare opere che catapulteranno il visitatore in un viaggio lungo cinque secoli, dal 1400 al 1900, con artisti del calibro di Lotto, El Greco, Van Dyck, Veermer, Ter Brugghen, Ribera, il grande Velàzquez, passando per le settecentesche vedute di Canaletto e Bellotto, arrivando agli impressionisti Manet e Renoir, fino a Picasso, Modrian, Matisse, Kandinsky e Bacon. Alcuni dei dipinti esposti sono assicurati per una somma di 60 milioni di euro, come il Cristo in casa di Maria e Marta eseguito da Veermer nel 1655, che per la prima volta lascia la National Gallery di Edimburgo per una mostra in Italia.

La mostra, concepita da Goldin come una lezione di storia dell’arte, vanta già più di 250 mila prenotazioni, e sapendo come pure Brescia contribuisca a tutto ciò, ci può rendere solo che orgogliosi.