LUMEZZANE – Marco Paolini al teatro Odeon per fare “Galileo Galilei”

0

Tutto esaurito in prevendita al teatro Odeon per Marco Paolini atteso stasera, venerdì 20 gennaio, alle 20,45 e domani al PalaBrescia, con “Itis Galileo” nell’ambito della stagione di prosa promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune. Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli altri soprattutto.

Parte da questa considerazione il lavoro di approfondimento che Marco Paolini – insieme a Francesco Niccolini e con la consulenza scientifica e storica di Stefano Gattei e Giovanni De Martis – ha dedicato alla figura di Galileo. Galileo, il padre della scienza moderna, appare agli occhi dei contemporanei un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto una mente che rimase aperta al dubbio, fino alla fine. Quando si parla di lui si pensa sempre a un anziano venerando: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione con la testa.

Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i sessant’anni. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato. Va in scena a teatro un dialogo, se non proprio sopra i massimi sistemi, almeno su di un “minimo comune e multiplo”. “Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro – afferma Paolini nelle sue notee sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri.

E si stupisce che 400 anni dopo la consacrazione dell’universo post-rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace. Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre”. E conclude: “Per noi è facile irridere le teorie del passato, quando finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il problema è che mentre ci sei dentro continui a pensare che non sia teoria, ma spiegazione della realtà”.

Ecco allora gli interrogativi che sorgono nel chiamare in causa Galileo. Forse la ragione ha perso appeal? La scienza ha deluso? Una morale laica non esiste? Lo spettacolo non approfondisce la tradizionale dialettica fede-ragione, che ha segnato la storia dello scienziato e del Seicento, indaga piuttosto sulla discussione a tre fra fede, ragione e superstizione. In fin dei conti, giocare al lotto è più facile che pensare o guadagnarsi il paradiso onestamente, anche se il calcolo delle probabilità non dovrebbe indurre nessuno a giocarci.