MILANO – Malattia di Huntington e “nuovo” 118, l’audizione al Pirellone

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Durante la seduta di oggi della commissione Sanità e Assistenza in Regione si è svolta un’audizione con alcuni rappresentanti dell’Associazione Italiana Corea di Huntington, tra cui il presidente Claudio Mistacchi e quello onorario Tommaso Caraceni.

L’omonima malattia è una patologia neurologica degenerativa che si manifesta intorno ai 40-50 anni con disturbi del movimento, deterioramento cognitivo e disturbi psichici. Secondo una stima statistica approssimativa, in Lombardia potrebbero essere almeno mille i malati di MH (di cui cinquanta seguiti dall’ospedale civile di Brescia), ma ad oggi non esiste un registro aggiornato dei pazienti.

La malattia, inoltre, ha forti ripercussioni familiari, non solo perchè viene trasmessa geneticamente, ma anche e soprattutto perché la gravità dei sintomi e della sua evoluzione condiziona la vita di tutto il nucleo. Il presidente dell’associazione Claudio Mistacchi ha avanzato delle richieste nel corso dell’audizione in commissione per chiedere che la Regione si adoperi per parificare dal punto di vista socio-sanitario questa malattia ad altre gravi, ma più conosciute e riconosciute. Tra le proposte, anche l’istituzione di un tavolo permanente sulle problematiche socio-assistenziali legate a questa grave patologia.

“E’ una richiesta che intendiamo sostenere sia dal punto di vista assistenziale, sia sanitario – ha commentato la presidente della commissione Margherita Peroni – tenendo presente quanto l’Istituto Besta, riconosciuto da tutti come un centro d’eccellenza, sta facendo e potrà ulteriormente sviluppare e quanto il Piano d’azione Regionale ha previsto a favore delle persone con disabilità”.

Nel corso della seduta sono intervenuti anche il sindaco di Mazzano Maurizio Franzoni e il presidente dell’associazione Coisp Marco Rizzetti sulla riorganizzazione delle postazioni del 118 che coinvolge anche alcuni comuni dell’est bresciano e suscitato preoccupazione in molte realtà locali. “Il piano, che ha l’obiettivo di rendere il sistema più efficace ed efficiente – ha concluso la Peroni – deve riuscire a valorizzare e rafforzare le realtà di volontariato che si sono distinte in questi anni nella nostra provincia. In nessun modo bisogna indebolirle”.