MILANO – Tutte le novità del testo unico sull’Agricoltura approvate in Regione

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la legge 25/11 che ha introdotto significative modifiche alla legge regionale 31/08, ossia il Testo unico sull’agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale. Le modifiche riguardano molti aspetti legati alle imprese agricole e forestali lombarde. Ecco cosa è stato modificato e tutte le novità.

Semplificazione burocratica

Tra le novità di rilievo si segnala l’istituzione dell’anagrafe digitale regionale delle imprese agricole e silvo-pastorali, relativa a tutte le aziende che svolgono attività in materia agroalimentare, forestale e della pesca e intrattengono a qualsiasi titolo rapporti con la pubblica amministrazione regionale o locale. Nell’ottica della semplificazione amministrativa, l’anagrafe conterrà il fascicolo aziendale elettronico che costituisce l’unico riferimento per tutte le procedure che riguardano le imprese agricole, tra le quali le procedure finalizzate al rilascio di autorizzazioni e all’erogazione di contributi regionali, provinciali, comunali e di altri enti pubblici; nonché le segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) e le procedure di controllo, comprese quelle a carattere sanitario. Sempre nel contesto della semplificazione burocratica, la legge regionale prevede l’individuazione di alcuni procedimenti che saranno affidati ai Caa (Centri di assistenza agricola) per la relativa istruttoria. Non solo, un apposito articolo impegna la Regione a definire misure e interventi tali da ridurre i costi burocratici a carico delle imprese agricole nella misura minima del 25% entro il 2012.

Tutela del suolo agricolo

Una delle novità più attese è l’introduzione nell’ordinamento regionale del principio della tutela delsuolo agricolo. Con l’articolo 4 quater la Regione riconosce il suolo quale bene comune, riconoscendo il suolo agricolo quale spazio dedicato alla produzione di alimenti, alla tutela della biodiversità, all’equilibrio del territorio e dell’ambiente, alla produzione di utilità pubbliche quali la qualità dell’aria e dell’acqua, la difesa idrogeologica, la qualità della vita di tutta la popolazione e quale elemento costitutivo del sistema rurale. Diversamente da quanto previsto in precedenza, la sospensione temporanea o continuata della attività agricola sul suolo agricolo non determina in modo automatico la perdita dello stato di suolo agricolo. La Regione si impegna dunque ad elaborare politiche per il contenimento del consumo di suolo agricolo orientando la pianificazione territoriale regionale. Per questi obiettivi sono previste alcune azioni come l’individuazione di una metodologia condivisa di misurazione del consumo del suolo agricolo che abbia come criteri principali il valore agroalimentare e le funzioni del suolo stesso, nonché l’incidenza delle attività che vi insistono. E’ prevista inoltre la redazione periodica, in collaborazione con l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste (Ersaf), di un rapporto sulla consistenza del suolo agricolo e sulle sue variazioni. La Regione Lombardia stabilirà le forme e i criteri per l’inserimento negli strumenti di pianificazione previsti dalla normativa regionale di apposite previsioni di tutela del suolo agricolo, introducendo metodologie di misurazione del consumo del suolo agricolo e prevedendo strumenti cogenti per il suo contenimento.

Promozione dell’agricoltura sociale

Nel Testo unico è stata introdotta anche una norma per la promozione delle fattorie sociali quali soggetti che svolgono, anche in forma associata, le attività agricole (secondo la definizione dell’articolo 2135 del codice civile) e che forniscono in modo continuativo, oltre all’attività agricola, attività sociali finalizzate alla coesione sociale, favorendo percorsi terapeutici, riabilitativi e di cura, sostenendo l’inserimento sociale e lavorativo delle fasce di popolazione svantaggiate e a rischio di marginalizzazione, realizzando attività di natura ricreativa e socializzante per l’infanzia e gli anziani. Viene riconosciuto così che queste attività, che sono svolte nel rispetto delle normative di settore da soggetti in possesso di adeguata professionalità, hanno carattere di complementarietà rispetto all’attività agricola che è prevalente.

Giovani agricoltori

Per il sostegno dell’imprenditoria agricola giovanile, sarà data priorità alle domande di contributo presentate alla Regione, alle province, alle comunità montane e ai comuni dalle imprese agricole condotte da giovani di età inferiore a quaranta anni, riservando fino a un massimo del 50% delle risorse disponibili su ciascuna iniziativa. Per ottenere servizi di assistenza tecnica, supporto tecnico specialistico e gestione aziendale la Regione prevede di erogare voucher alle imprese agricole condotte da giovani nei limiti delle disponibilità finanziarie e nell’ambito della programmazione comunitaria.

Filiera corta e gruppi d’acquisto

Visto il crescente interesse verso questa forma di commercializzazione dei prodotti agricoli nelle normative agricole è stata inserita la previsione di provvedimenti che favoriscano la la filiera corta, in particolare, per favorire l’acquisto dei prodotti agricoli ed agroalimentari di qualità regionali e di assicurare un’adeguata informazione ai consumatori sull’origine e sulle specificità degli stessi prodotti, la Regione e gli enti locali competenti promuovono la realizzazione di eventi, fiere e mercati dei prodotti agricoli ed agroalimentari di qualità locali riservati agli imprenditori agricoli del territorio. La Regione intende inoltre favorire, con apposite attività promozionali e informative, la costituzione di gruppi di offerta tra filiere organizzate e di gruppi di acquisto, nonché la commercializzazione diretta di prodotti agricoli ed agroalimentari da parte delle aziende agricole produttrici.

Sistemi di etichettatura

Un nuovo articolo del testo unico contiene le norme per promuovere l’adozione facoltativa di sistemi di etichettatura e di rintracciabilità dei prodotti che forniscono, in aggiunta alle informazioni obbligatorie previste dalla vigente normativa, informazioni ulteriori sulla provenienza del prodotto, sulle materie prime utilizzate e sulla loro origine, sull’eventuale stabilimento di trasformazione, sul prezzo e ogni altra informazione ritenuta utile per la trasparenza del mercato.

Accordi di filiera e crisi di mercato

Nelle norme per l’agricoltura è stato introdotto l’impegno della Regione a promuovere la modalità degli accordi di filiera, sottoscritti dalle rappresentanze di tutti i soggetti che intervengono nei processi di produzione, lavorazione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione, quali strumenti per migliorare la competitività e la redditività di tutte le imprese partecipanti. Gli accordi di filiera possono prevedere, compatibilmente con la normativa comunitaria, misure di contenimento delle produzioni rese necessarie da specifiche analisi degli sbocchi di mercato o da programmi di miglioramento della qualità. L’adesione facoltativa agli accordi di filiera costituirà anche un elemento di priorità nell’accesso alle misure di sostegno finanziario regionale. Sempre in tema di mercato è previsto che la Regione, sulla base di effettive e strutturali riduzioni di reddito annuale delle aziende agricole in specifici comparti produttivi, si coordini con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per attivare gli interventi per la gestione delle crisi di mercato previsti dall’articolo 8 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102 (Regolazioni dei mercati agroalimentari, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera e), della L. 7 marzo 2003, n. 38).

Agricoltura montana, nell’alta pianura e nella collina

Il sostegno all’agricoltura montana si arricchisce di altri riferimenti normativi. La Regione assicurerà alle imprese agricole ubicate nei comuni montani, nei limiti delle disponibilità finanziarie e nell’ambito della programmazione comunitaria, un voucher da impiegare per servizi di assistenza tecnica, supporto tecnico specialistico, gestione aziendale, nonché per investimenti strutturali e dotazioni tecniche aziendali. Un nuovo articolo introduce gli interventi a sostegno dell’agricoltura nell’alta pianura e nella collina. Per il consolidamento delle aziende agricole situate nell’alta pianura lombarda e nella collina e per accompagnare la diversificazione dell’economia rurale attraverso lo sviluppo della multifunzionalità in agricoltura, la Regione promuove iniziative e interventi finalizzati a migliorare la competitività e a compensare il minor reddito che si realizza nelle aziende dell’alta pianura lombarda e nella collina rispetto alle aziende situate nelle zone di pianura e a limitare la competizione con altri settori produttivi rispetto alla destinazione di uso del suolo. Le modifiche al Testo unico interessano inoltre alcune semplificazioni in materia di l’autorizzazione alla produzione e al commercio di vegetali; acquacoltura, gestione delle superfici forestali e tartuficoltura che approfondiremo nei prossimi numeri.

Inoltre l’articolo 2 della legge regionale n. 25/2011 contiene le norme transitorie e finali con le disposizioni in ordine al riordino dei consorzi di bonifica. In particolare, i consorzi di bonifica di primo grado e i consorzi di miglioramento fondiario di secondo grado esistenti alla data di efficacia della ridelimitazione dei rispettivi comprensori, sono soggetti a fusione e singolarmente soppressi, con assunzione delle relative funzioni da parte dei nuovi consorzi. I tempi, le procedure e le modalità sono state definite dalla nuova legge regionale che prevede anche apposite linee guida e, in caso di comprensori interregionali, dalle intese tra le regioni interessate. La legge è consultabile sul sito internet del Bollettino ufficiale.