LUMEZZANE – Moto Club. All’inseguimento di un sogno di libertà

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Il Damiano Bugatti è la quintessenza dello storico, invidiato, intraprendente spirito valgobbino. Settantuno anni, asciutto, concreto è uno dei ‘rampolli’ della famosa stirpe imprenditoriale della città.

Damiano Bugatti

Quattro aziende fanno capo alla famiglia Bugatti con una produzione che va dai casalinghi in acciaio alle macchine transfer, passando attraverso la raccorderia pneumatica e le lampade per esterno. Tanto per dire: il nonno del Damiano e i suoi fratelli, nel 1928, importarono per primi dalla Cecoslovacchia una macchina per la pressofusione, una Tolsko; hanno poi inventato la ‘Lega Bugatti’, una lega di ottone che è ideale per la pressofusione.

Insomma il Damiano ‘è’ Lumezzane. L’abbiamo incontrato qualche giorno dopo l’inaugurazione della nuova sede del Moto Club, in via Mazzini. Bella la nuova sede, nell’edificio di epoca fascista che era stata residenza del Podestà, che fu sede di Lumetel e che ospita il Planetario (pregevole centro scientifico poco conosciuto e poco frequentato dagli abitanti della Valtrompia, purtroppo).

Gli uomini del M.C. Lumezzane hanno provveduto alla sistemazione dei locali, del cortile e hanno pensato anche di restaurare l’orologio da torre fermo ormai da decenni. Damiano Bugatti è il presidente del M.C.; un sodalizio di centocinquanta iscritti che lavora duro inseguendo una passione, un amore, un sogno di selvaggia bellezza che si concretizza in iniziative di formidabile spettacolarità e coinvolgimento.

Perché a Lumezzane le cose le sanno organizzare; lo hanno sempre saputo fare. Fatto sta che diamo la parola al Damiano che ci racconta:

“Avevo dieci anni quando mio fratello mi insegnò ad andare in moto. Avevamo una Gilera. Andavamo per i paesi e facevamo le gimkane, molto in voga ai tempi. In seguito ci siamo dedicati al cross e alle gare Audax. Insomma dove c’era la moto noi c’eravamo. Successe poi tutto in una notte.

Era l’ottobre del ’62. Io e il curato di allora don Giacomo Mognetti, anche lui grande appassionato di motociclismo, tornavamo da uno spiedo offerto da mio zio nella sua casa a Treviso Bresciano. E abbiamo deciso di fondare un moto club. Così nel 1963 abbiamo dato ufficialmente vita al Moto Club Lumezzane. Nel ’64-’65 abbiamo realizzato la pista di cross in Cagnaghe divenuta famosa perché ospitò anche dei campionati regionali. Erano anni formidabili.

Abbiamo avuto come ospite anche Giacomo Agostini. Erano anni nei quali le moto erano il risultato anche delle capacità tecniche e meccaniche del pilota. Si cercava di rendere più competitiva la propria moto. Smontavamo telai e motori; provavamo soluzioni tecniche…

Tutti per esempio avevamo una serie di chiusini auto costruiti per la marmitta da utilizzare a seconda del tipo di percorso. Il chiusino più lungo consentiva una maggiore velocità ma una minore potenza, mentre il chiusino più corto dava alla moto una potenza maggiore ma una minore velocità. Percorsi con salite sostenute richiedevano quindi chiusini corti mentre per i percorsi più pianeggianti utilizzavamo chiusini più lunghi. Stava quindi alla capacità del pilota valutare la lunghezza giusta per ottenere la migliore performance. Poi, dal 1965 al 1970 c’è stata una evoluzione formidabile nelle moto…”.

Oggi, lascia intendere il Damiano, è stata ormai di gran lunga oltrepassata la frontiera del fai da te, dei pionieri, delle invenzioni elaborate in cantina. Le mani sulla moto ce le mettono solo meccanici specializzati. Rimane comunque immutata la passione. Tant’è che il M.C. Lumezzane gode di una potente e affiatata macchina organizzativa. Non sarebbe possibile, altrimenti, la realizzazione di gare come l’Xtreme, la gara di enduro più dura del mondo.

Vi sono anche volontari, riuniti nella ‘Compagnia della Spinta’, che tirano e spingono i piloti che si ribaltano al verticale, famigerato, impossibile, entusiasmante ‘Dente del Diavolo’. Per i piloti già concludere l’Xtreme è motivo di orgoglio… figuriamoci vincerla. Certo è che il M.C. Lumezzane non sarebbe giunto a questi livelli senza uno staff di primo piano.

Dicono di Damiano che sia un ‘trattore’, uno che tira il gruppo spianando gli ostacoli. È anche vero che accanto a lui vi sono persone estremamente motivate e capaci. Il vice presidente Domenico dall’Era è uno che ‘tiene botta’ a tutte le iniziative del Moto Club ed è sempre presente alle manifestazioni sportive. C’era anche alla partenza della Dakar, per esempio, alla quale ha partecipato Alessandro Botturi nel team Bordone – Ferrari (Alessandro, lumezzanese, è un po’ il pupillo del Moto Club). O Gian Carlo Bonomi, che non ha incarichi ufficiali all’interno del Moto Club, ma è uno che quando parla sa quello che dice e se dice che fa una cosa stai sicuro che la fa. Cosa rara di questi tempi.

Insomma se nel palmares dei suoi piloti il Moto Club Lumezzane può vantare vittorie in 14 Campionati italiani di Club; 1 Campionato mondiale assoluto; 3 Assoluti alla Six Days; 5 Mondiali a squadre per nazioni; 10 Campionati mondiali di classe; 3 Campionati Europei; 7 Campionati italiani assoluti; 55 Campionati italiani di Classe e addirittura un Campionato Italiano Motoslitte non è certo dovuto al caso.