SONDRIO – Tassa di soggiorno, i commercianti protestano

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I commercianti non accettano di fare gli esattori per conto del Comune. E in un comunicato avvertono che: “Le strutture ricettive del capoluogo – 5 alberghi, 2 residence, 1 casa-appartamenti per vacanze e 4 bed & breakfast – si mobilitano compatte, insieme all’Unione Cts e a Federalberghi Sondrio, per manifestare la propria contrarietà all’imposta di soggiorno istituita, unico caso in provincia di Sondrio, dall’amministrazione comunale (delibera del Consiglio comunale n. 74 del 22 dicembre 2011, cui ha fatto seguito la delibera della Giunta comunale n. 298 del 27 dicembre 2011 che ha determinato gli importi dell’imposta).

Dopo essersi confrontati sul provvedimento, gli operatori hanno manifestato la ferma intenzione di non subire passivamente il provvedimento con il quale il Comune impone alle strutture turistiche-alberghiere di Sondrio di esigere da ciascun ospite fino a 4 euro per pernottamento.

Hanno quindi concordato una linea d’azione resa pubblica nella conferenza stampa del 5 gennaio, nella sede dell’Unione Cts, presenti il presidente di Federalberghi Sondrio Aurelio Paruscio, il direttore dell’Unione Enzo Ceciliani, il segretario di Federalberghi Sondrio Beatrice Martelli e una nutrita rappresentanza degli operatori della ricettività sondriese (i sigg. Gian Paolo Fumagalli dell’hotel Posta; Sozzani e Giana dell’hotel Vittoria; Carlo Negri dell’albergo Europa; Elia Schenatti dell’albergo Schenatti; Alberto Azzola del residence Piazzi House; Silvano Rebai della residenza Il Castello; Chiara Moroni del b&b Panemiele e Romano Aquilini del b&b Sopra Sondrio).

Gli operatori non intendono subire passivamente il comportamento ‘arrogante’ del Comune di Sondrio, che non ha tenuto in nessun conto le valutazioni/richieste espresse dalle strutture ricettive, da Unione/Federalberghi e da altre realtà provinciali, e che ha agito senza garantire un adeguato spazio al confronto e senza prevedere i tempi ‘tecnici’ necessari perché le aziende potessero gestire questo cambiamento.

Coordinati e supportati da Unione/Federalberghi, ritengono che ci siano le motivazioni per un ricorso al Tar per chiedere una sospensione del provvedimento e si stanno attivando per valutare tutti gli elementi necessari a procedere in tal senso.

“Nell’immediato – hanno poi evidenziato gli operatori – anche alla luce del fatto che per tutte le imposte che non vengono esatte direttamente da funzionari del Comune è prevista la stipula di una convenzione con soggetti terzi e il pagamento del servizio, chiediamo che ci venga riconosciuto un compenso minimo per il servizio di riscossione dell’imposta di soggiorno”.

Le lettere di richiesta del pagamento del servizio di riscossione da parte degli operatori sono state recapitate al Comune al termine della conferenza stampa.

Nel prendere una posizione chiara e netta contro l’imposta di soggiorno nel capoluogo, Unione/Federalberghi e i titolari delle attività turistiche della città hanno evidenziato una serie di criticità di questo nuovo balzello, concordi nel definirlo assolutamente lesivo della concorrenza e del tutto fuori luogo per una realtà di fatto non turistica come quella di Sondrio.

Innanzitutto, ha destato stupore il modo con cui il Comune ha introdotto il provvedimento, che è stato istituito senza lasciare il tempo per un esaustivo confronto preliminare con gli operatori interessati e con le associazioni di categoria che li rappresentano.

“Il Sindaco – ha sottolineato Aurelio Paruscio – non ha ritenuto opportuno incontrarci e ha demandato la questione all’Assessore ‘incompetente’, cioè all’assessore al commercio e alle attività produttive. La mancanza di dialogo è stata accompagnata da una fretta inusitata nell’adottare l’imposta, che è stata deliberata con un tempismo che ha forse battuto tutte le altre realtà italiane, peraltro ad oggi davvero poche (una sessantina), che hanno deciso di assumere questa misura”.

Del tutto inascoltata è stata anche la richiesta di soprassedere sulla decisione avanzata al Comune di Sondrio, oltre che dall’Unione, dall’assessorato al Turismo della Provincia, da Camera di Commercio e Dmo pubblica, che hanno invocato all’unisono una riflessione più attenta e l’opportunità di portare avanti un progetto con una strategia unitaria e coerente su tutto il territorio provinciale.

Continuando nell’analisi delle criticità legate all’istituzione dell’imposta di soggiorno, Federalberghi Sondrio e gli operatori turistico-alberghieri interessati si sono trovati tutti concordi nel definirla “penalizzante sotto molti punti di vista, in primis quello della concorrenza rispetto alle realtà dei comuni limitrofi, che non si sono mossi in questo senso e dove quindi le strutture ricettive possono offrire ai clienti soluzioni ‘economicamente’ più vantaggiose, mettendoci così automaticamente fuori mercato”.

“Non dimentichiamo poi i problemi con i contratti già firmati con aziende e agenzie per il 2012 che non vorranno sicuramente accollarsi questo ulteriore costo e con i prezzi già tirati all’osso: come possiamo chiedere a chi transita a Sondrio per lavoro o per spostamenti di pagare un extra da 1 a 4 euro per notte?”.

L’amministrazione è stata così rapida nell’istituire l’imposta che non sono ancora stati chiariti molti aspetti circa la sua gestione e inoltre “Sondrio –– hanno rimarcato gli operatori – non si può certo definire una località turistica; le iniziative organizzate nel periodo natalizio e in quello estivo dall’assessorato al Commercio servono sicuramente ad animare la città, ma non hanno nessuna capacità di attrarre turisti, chi pernotta a Sondrio non lo fa per turismo. Gli interventi da realizzare se si vuole cominciare a far diventare Sondrio una città turistica sono molti, ma verranno messi in atto? Noi ci siamo dichiarati disponibili a collaborare in tal senso”.

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