BRESCIA – Incentivi Inail alle imprese su sicurezza

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E’ attivo dal 28 dicembre 2011 al 7 marzo 2012 lo “Sportello online” per l’assegnazione, tramite bando, di 205 milioni di euro stanziati per finanziare progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, in conformità con quanto previsto all’art. 11, comma 5, del Dlgs 81/08 e s.m.i.

Il bando, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 300 del 27 dicembre scorso, permette alle imprese di accedere alle risorse stanziate dall’Istituto che, per l’anno 2011, ammontano a 205 milioni di euro, ripartiti in budget regionali in funzione del numero di lavoratori e del rapporto di gravità degli infortuni rilevato sul territorio. Lo stanziamento rappresenta la seconda tranche di un ammontare complessivo di circa 850 milioni messi a disposizione dall’Inail nel corso del triennio 2011-13.

Il finanziamento ha ad oggetto progetti di investimento e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale e consiste in un contributo in conto capitale pari al 50% dei costi sostenuti per la realizzazione del progetto presentato. E’ compreso tra un minimo di 5 mila euro e un massimo di 100 mila (il limite minimo di spesa non è previsto per le imprese fino a 50 lavoratori) e viene erogato alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura. Per ulteriori informazioni si può visitare il sito internet dell’Inail.

1 Commento

  1. E’ da diversi anni che l’ INAIL contribuisce a finanziare il superamento di situazioni di nocività negli ambienti di lavoro.
    Ad oggi, però, si assistere alla inefficacia dei finanziamenti a fondo perduto, persistendo, mediamente, 3 morti al giorno e 27 invalidi permanenti, oltre a tantissimi feriti più lievi, che rappresentano il dato italiano relativo alla gestione degli infortuni sul lavoro da parte dell’INAIL: ma le differenze da regione a regione sono diverse, così come probabilmente sarebbero diverse, se si potessero rilevare, le cifre di quanti non denunciano l’infortunio, magari perché impiegati irregolarmente. Su questa situazione di ‘incidenti sommersi’ e sulla diversa distribuzione degli infortuni del nostro paese si è espresso Raffaele Guariniello, magistrato coordinatore del Gruppo sicurezza del lavoro della Procura di Torino, l’uomo che ha chiesto 16 anni di carcere per l’amministratore delegato della ThyssenKrupp (incendio che nel 2007 che causò la morte di 7 operai) e il primo pm ad aver considerato il tecnostress una nuova malattia professionale.
    Perché la lotta contro gli infortuni e le malattie da lavoro non raggiunge il meritato successo?
    Rimuoviamo l’alibi della FATALITA’ nel motivare gli Infortuni Mortali e NON parliamo più di MORTI BIANCHE, ma di OMICIDI BIANCHI. Il buon senso ci dice che siffatte morti potrebbero essere evitate perseguendo, semplicemente, la cultura dell’ovvio?
    Il ricorso alla Fatalità ed ineluttabilità degli infortuni “mortali e non” serve a tutti coloro che vogliono essere ipocritamente a posto con la coscienza! E questo perché sulla applicazione della normativa di merito cantano in troppi Galli senza fare mai giorno per presentare l’odioso scarica barile delle competenze e responsabilità.
    LAVORARE E’ UN DIRITTO COSTITUZIONALE, NON E’ SINONIMO DI ANDARE IN GUERRA, COME SE IL LAVORO E’ IL NEMICO NUMERO UNO DEL LAVORATORE. Diamo seguito alle grida inascoltate del Presidente della Repubblica.
    L’INAIL ci dice che la spesa sociale per gli infortuni si aggira intorno ai 47,988 MLD di euro, pari al 3,7% del P:I:L ( cfr calcolo effettuato dall’Inail per l’anno 2007).
    Perché finanziare aziende che rispettano le norme di sicurezza e igiene del lavoro? L’INAIL ci dice che la stragrande maggioranza delle posizioni assicurative gode del bonus per favorevole andamento infortunistico e tecnopatico.
    Perché il bilancio dell’INAIL consente siffatti finanziamenti milionari derivanti in buona misura da maggiori premi dell’assicurazione infortuni, mentre il risarcimento ai superstiti e/o agli infortunati si concretizza con “un pugno di miseri euro”?
    Forse è il caso di istituire una Commissione Parlamentare per valutare i costi sociali non tanto degli Infortuni e delle Malattie da Lavoro, che sono noti, bensì per la valutazione dei costi sociali nella applicazione delle leggi sulla Salute, Sicurezza ed Igiene del Lavoro [dalla erogazione dei finanziamenti a fondo perduto, al costo delle istituzioni preposte [(Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, l’INAIL ora con IPSEMA & ISPELS, l’ARPA regionale,I Servizi di Prevenzione delle ASL, Le Direzioni Regionali e Provinciali del Lavoro( DPL), la Direzione generale delle miniere del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con riferimento alla salute e sicurezza nelle miniere e cave, gli assessorati regionali Cave e Miniere, le Capitanerie di Porto, RINA, Vasca Navale, la Sanità aerea, la Sanità Marittima, Corpo dei Vigili Urbani, Provinciali e Regionali, .l’Istituto di medicina sociale, gli Enti di patronato,…)].
    E perché non istituire una Authority sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro? La Istituzione di un’Authority o Centro di Responsabilità supererebbe la vigente frammentazione per omogeneizzare le funzioni delle diverse istituzioni che a tutt’oggi hanno competenza in materia di Salute e Sicurezza. Con l’istituenda Authority o Centro di Responsabilità si attuerebbe il Principio di una logica di semplificazione e di efficacia delle azioni applicative del DLgs. n.81/2008, demandando compiti di pianificazione, organizzazione e controllo con sanzioni nella applicazione della legislazione di merito ( Decreti: n.38/2000-Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell’articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144-; n.81/2008-TU sulla Sicurezza del lavoro- e correlati) contribuirebbe a una trasparenza sulla spesa sociale, ivi compresa quella sui finanziamenti a fondo perduto. Per i lavori extra legge, ad es.quelli in nero, tale Authority, agganciata alla tracciabilità e poi alla riattivazione della norma sul falso in bilancio,ovvierebbe a ciò che oggigiorno si verifica, cioè “con una piccola sanzione copre tutto il marcio amministrativo dell’evento infortuni in costanza di lavoro in nero e così anche si aprirebbe la strada all’ accesso bancario ripetuto anche per il lavoro nonostante il back ground illegittimo ed illegale!”.L’AMNIL( l’Associazione tra i mutilati e invalidi sul lavoro) sta a guardare, pur presente nei CdA di importanti istituti, ma riceve milionari finanziamenti per progetti. Usciamo dal letargo e diamo seguito alle grida del Presidente Napolitano, ancora inascoltate,: Se l’azione della Magistratura ordinaria appare inefficace, ma efficiente, l’azione della Corte dei Conti dovrebbe contribuire a dare efficacia alla Magistratura.

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