“Cresci Italia”. Davvero una grande battuta

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Non volevo più scrivere fino al nuovo anno, dopo aver sentito la conferenza del presidente Napolitano. Dopo aver ascoltato Monti, letto le notizie riportate dal Wall Street Journal, sentito quali nuove tasse sono in arrivo, francamente, non riesco a tenere ferme le dita sulla tastiera.

Ma andiamo con ordine. Monti: chiacchiere, dotte citazioni, battute e sberleffi – naturalmente molto “sobri” – ai giornalisti presenti, qualche sostantivo tecnico in lingua inglese perché “sicuramente gli italiani ci capiscono” tanti grafici che, se li avesse usati il Cav, tutti l’avrebbero spernacchiato a dovere e null’altro.

Grande, il professore. Circa quattro ore di “affabulatio” per non farci capire una mazza. E oggi leggiamo che quel genialone del ministro della Sanità sta pensando di tassare alcolici e “cibo spazzatura”. Tanto a rovinarci il fegato ci pensano loro: che bisogno abbiamo del cibo spazzatura?

E finalmente arrivano anche le prime indiscrezioni sulle modalità che hanno portato alla fine del Cav. La “culona (e non scrivo altro)” ha avuto la sua vendetta che, come si sa, è un piatto che va servito freddo. La Merkel ha chiesto a “Re Giorgio” di rimuovere Berlusconi per salvare l’euro. Dal Quirinale si sono affrettati a smentire; ci mancava pure che non lo facessero. Liberi, tutti noi, di non credere alla smentita.

I fatti successivi alle dimissioni del Cav – invece – non possono essere smentiti. SuperMario non ha battuto “superspread” anche se adesso ci ha spiegato che è un problema europeo: perché non l’ha mai detto prima di essere nominato premier?

I tassi sui titoli di stato italiani sono ancora vicini al 7%, soglia critica. La manovra finanziaria è stata realizzata solo a forza di nuove tasse e la fase “CresciItalia” (ma come fa a pensarle così patriottiche?) ne potrebbe portare altre.

Per fortuna ci saranno le “liberalizzazioni”. Sì, liberalizzeranno orari di apertura dei negozi, le licenze dei taxi, la vendita di alcuni farmaci e aboliranno le tariffe minime applicate dai liberi professionisti e stabilite dagli Ordini professionali.

Ma quante volte, nella vita delle persone normali, capiterà di andare da un avvocato o da un architetto o – che so – da un ingegnere termoidraulico o, più semplicemente, di prendere un taxi? I professori pensano davvero che queste cazzate potranno far risparmiare i cittadini in modo significativo e cambiare in qualche modo il mondo delle professioni? Vadano a rileggersi qualche dato sui benefici avuti dalle pur timide liberalizzazioni avviate con il “decreto Bersani” e poi ne riparliamo.

Badate, lo dico da liberale, convinto che sia necessaria una vera deregolarizzazione di tutti i mercati, dal commercio alle professioni. Ma devono essere liberalizzazioni vere, con poche regole certe e sanzioni severe per chi trasgredisce. Il resto è fuffa.

E qualcuno abbia almeno il buongusto di chiedere scusa a Berlusconi per averlo dipinto come il male assoluto e fare esercizio di verità riconoscendo che sono stati utilizzati eventi indipendenti dai suoi pur tanti errori per sbarazzarsi di lui. Il Cav ha fatto tante cazzate. Ci ha reso ridicoli di fronte alla comunità internazionale. Ha dato del potere un’immagine decadente. Era un populista.

Possiamo – francamente – affermare che ora, la vita di tutti i giorni, sia davvero migliore?