Il paradosso italiano e un felice Natale

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Mills ha scagionato il Cav: ha detto che non l’ha pagato. Lo spread fluttua costantemente intorno ai 500 punti. I rendimenti dei titoli di stato italiani sono al 7% ma più nessuno grida di “fare presto che è tardi”. Monti incontra segretamente i partiti che lo sostengono – Pdl, Pd, Udc ecc… – i quali però negano di sostenerlo, tranne l’Udc del bel Pierferdi, l’Api del fascinoso Rutelli e il Fli di non ricordo chi (a sì, Gianfry).

Questo è il panorama – per sommi capi – del paradosso italiano. Naturalmente se vogliamo soprassedere al fatto che siamo governati da un manipolo di tecnocrati voluti da “Re Giorgio” in barba al parere degli italiani, i quali alle urne avevano decretato una maggioranza che i risultati dei sondaggi danno ormai dissolta. Il problema è che quando i sondaggi li usa Berlusconi tutti a dire che non fan testo: non sono uno strumento di democrazia. Se li usa il capo dello stato o l’opposizione – che ora sostiene il governo – sono la prova provata che va bene cambiare cavallo.

Non mi scandalizzo e confermo che il cambio di cavallo andava comunque fatto. Non foss’altro che per una pura questione d’immagine. Ma ogni cosa ha un nome e le palle – alla lunga – non reggono.

Non hanno retto neanche Cristiano Doni. Un “duro” che di fronte ai carabinieri ha cercato di scappare in mutande – ma ha detto di averli scambiati per ladri – e che in carcere, in barba alla fama che si è costruito sui campi di calcio, piange come un bambino pensando a Babbo Natale.

L'arresto di Doni

Che tristezza! Ma non lui, che appena esce ricomincia e se la gode.

I tifosi bergamaschi invece che, intervistati alle tv, tirano fuori di quei discorsi che – sociologi, psicologi, filosofi di rango – gli fanno una pippa. Basta con le stronzate sui valori del calcio. E’ solo business. Anche il tifo è business e le squadre lo sanno bene. Ma quando succedono incidenti con scontri e danni alla cosa pubblica e privata paga sempre pantalone.

Va bene, non c’è problema. Ma chiamiamo le cose con il loro nome e non prendiamoci per i fondelli.

E un felice Natale a tutti.