COGNO – Newcocot, due mesi di proroga per il concordato preventivo

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Il Tribunale ha concesso una proroga all’azienda tessile “Newcocot” fino a febbraio per la presentazione di una nuova proposta di concordato preventivo. Il pm ha presentato istanza di fallimento. Nella fabbrica del paese camuno lavorano 85 persone. Ecco il comunicato delle organizzazioni sindacali:

La sede di Cogno

“Le assemblee dei lavoratori della N.K di Ceto, convocate giovedì 22 e venerdì 23 dicembre, hanno analizzato e valutato lo stato della trattativa in corso con l’azienda sul nuovo assetto produttivo e la conseguente proposta che prevede una turnazione a ciclo continuo. Una trattativa iniziata con atto unilaterale dell’azienda che ha comunicato la disdetta, con decorrenza 1/1/2012 – cancellando quindi in un sol colpo mezzo secolo di contrattazione sindacale – di tutti gli accordi aziendali riguardanti orari di lavoro, diritti sindacali, servizio mensa, salario aziendale ecc.

Sono state poste inoltre dall’azienda, come pregiudiziale per arrivare ad un accordo, molte condizioni per realizzare il nuovo piano; nonostante ciò, le R.S.U. e le OO.SS. hanno responsabilmente accettato di avviare una trattativa molto complessa ed articolata con la N.K. Una trattativa che in meno di due mesi ha portato comunque le parti a trovare importanti condivisioni su alcuni dei punti posti in termini di esigenze dall’azienda. In tal senso l’assemblea giudica positivamente l’impostazione concordata per il lavoro domenicale, con il ciclo continuo a turnazione 4/2, e l’introduzione della reperibilità con un nuovo sistema di attuazione, inserito per garantire la continuità dell’attività produttiva anche in caso di assenteismo elevato ed imprevisto.

Secondo l’assemblea vanno meglio definiti i punti riguardanti le varie sostituzioni delle assenze in modo che questo meccanismo non si trasformi in un automatico straordinario obbligatorio, non previsto dal CCNL e tra l’altro incompatibile con un’azienda attualmente in CIGS; debbono inoltre essere riconosciute le maggiorazioni contrattualmente previste. I lavoratori giudicano invece negativamente e ritengono strumentale la richiesta di svolgere le assemblee fuori dall’orario di lavoro. E’ inaccettabile inoltre la richiesta dell’azienda di procedere all’individuazione immediata, e con criteri diversi da quelli stabiliti dalla Legge, dei lavoratori in esubero.

Sui premi, la valutazione è che l’azienda voglia solo affermare un principio – la trasformazione di salario certo in variabile – in quanto le cifre in gioco, e quindi i costi aziendali, non subiscono cambiamenti di rilievo. Su questi ultimi due punti, che oggi diventano dirimenti per la firma dell’accordo, le assemblee approvano le proposte delle RSU e OO.SS. che prevedono:

– sugli esuberi, un percorso di ammortizzatori sociali (cigs e/o c.d.s., e poi mobilità), finalizzati al raggiungimento del requisito pensionistico o alla ricollocazione dei lavoratori, anche attraverso interventi che coinvolgano le istituzioni locali.

– sui premi, che superminino collettivo e premio produzione vengano quantitativamente mantenuti, pur variandone la denominazione precedente, ad esempio sotto forma di superminimo individuale non assorbibile.

I lavoratori della NK di Ceto, su queste basi, sono pronti con grande senso di responsabilità a dare mandato per la firma dell’accordo alla delegazione sindacale.

 

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