MILANO – Pirellone-Ue, vince l’Europa. Cancellata la caccia in deroga

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Sono state abrogate oggi dal Pirellone le leggi regionali sulla caccia che permettavano per quest’anno il prelievo in deroga e la cattura dei richiami vivi. Una votazione simbolica quella arrivata in via Pirelli che cancella un provvedimento contestato dall’Europa. Motivo: la legge regionale, valida quindi solo per la Lombardia, è contraria alla direttiva comunitaria n.9 perchè non specifica le ragioni per cui si possa fare la caccia in deroga.

Il voto è stato unanime tra maggioranza e opposizione, ma chi vuole difendere la passione venatoria dice di voler andare avanti, meglio se con una legge a livello nazionale. “Unicamente per correttezza istituzionale – spiegano i consiglieri regionali della Lega Nord Alessandro Marelli e Pierluigi Toscani – abbiamo votato a favore del provvedimento di abrogazione. Siamo, infatti, convinti che non si tratti di un atto di vera legalità, ma di una forzatura della Commissione Ue e di un gesto estremamente ingiusto contro l’Italia e soprattutto contro la Lombardia e il Veneto, rimaste ormai le uniche regioni a sostenere apertamente la caccia in deroga.

La Lega Nord non ha nessuna intenzione di fermare la propria battaglia a difesa delle tradizioni venatorie lombarde. Faremo di tutto per far valere i diritti dei cacciatori e per salvare i roccoli che sono ormai un patrimonio plurisecolare del paesaggio lombardo. Per questi motivi – continuano i rappresentanti del Carroccio – abbiamo presentato un ordine del giorno, successivamente approvato dall’Aula, che impegna la Giunta regionale ad attivarsi immediatamente presso le istituzioni competenti, nazionali e comunitarie, al fine di trovare le idonee soluzioni per autorizzare in piena legittimità la pratica della caccia in deroga per motivi tradizionali. Inoltre, il nostro documento chiede alla presidenza del Consiglio regionale di promuovere un incontro tra una rappresentanza dell’assemblea e la Commissione Ue allo scopo di verificare lo stato della legislazione in materia venatoria e per istituire un dialogo proficuo e continuo affinché venga permesso l’esercizio della caccia in deroga nelle regioni richiedenti”.

L'aula del consiglio regionale

E uno dei due consiglieri ha “pizzicato” un collega dell’Italia dei Valori per un ordine del giorno che non ha avuto il via libera. “Nel dibattito odierno – spiega Alessandro Marelli – il capogruppo Zamponi ha affermato che l’IdV è contraria alla caccia e chi non la pensa così non è in linea con il partito. In pratica, ha rinnegato e sconfessato il suo presidente Di Pietro e l’on. Cimadoro, noti cacciatori e da sempre favorevoli alla pratica venatoria. Bisogna inoltre precisare che Zamponi ha sostenuto questa tesi senza che gli altri due compagni di partito Sola e Patitucci prendessero le distanze, anzi… Che l’Italia dei Valori fosse allo sbando, visto anche gli ultimi avvenimenti nazionali, lo si era già visto. Ma che la mano destra dell’IdV tenga in mano la bandiera dell’ambientalismo di comodo e quella sinistra le doppiette, è davvero la comica dell’azione politica dell’Italia dei Valori”.

E sull’approvazione unanime di oggi è intervenuta un’altra consigliera bresciana, Margherita Peroni (Pdl). “Il voto rappresenta un atto di responsabilità e di disponibilità che dimostra di voler fare leggi rispettose delle normative nazionali e comunitarie – ha detto – e non si possono imputare colpe al Consiglio su questo tema: ci sono indicazioni europee che vanno recepite dallo Stato e all’interno di questo quadro ci dovremo muovere. E’ chiara la volontà di difendere una tradizione che nella nostra Regione è forte e radicata. Bisogna però chiedere allo Stato, che in tanti anni non è stato in grado di adeguare la normativa italiana a quella europea, di fare la sua parte e di produrre atti chiari.Solo così le Regioni potranno essere messe in condizioni di legiferare serenamente su questi temi, ricordando che sia la caccia sia quella in deroga sono pratiche ammesse dalla legge italiana”.