L’iter della manovra Monti in uno scenario da paura

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Siamo alle solite. Fatta la manovra “lacrime e sangue” subito si è corsi ai ripari per far piangere di più alcune categorie e meno alcune altre.

A non piangere per nulla sono sempre e solo i politici. I quali – per giunta – attaccano i giornali “rei” di riportare con “accanimento” le notizie – vere – della loro esclusione dai sacrifici chiesti a tutti gli italiani.

Avete visto in tv le riprese fatte di nascosto a quel deputato – tale Razzi – in cui diceva in sostanza, tra mille parolacce, che lui era lì solo per farsi i “Razzi sui” e che come lui “fan tutti”? Bell’esempio di italianità per uno che è stato eletto all’estero. E quando l’hanno intervistato ha negato anche di fronte all’evidenza rappresentata dalle riprese tv.

Roba da matti. E nessuno dei suoi colleghi parlamentari – non dico che ne abbia chiesto le dimissioni – ma nemmeno ne ha preso le distanze o condannato l’episodio. Questa è la classe politica che ci meritiamo.

Mentre il professor Monti si comporta “sobriamente” come un professore sadico che bastona i suoi alunni. Avete presente  alcune micidiali battute distribuite qua e là ad effetto? “Vespa, non sono qui per compiacere lei”; “Fornero, commuoviti ma correggimi”; “Cronista, faccia pure le sue domande”; “I premier passano, i professori restano”; “Non occorrevano professori per questa manovra, verissimo, parole sacrosante, ma allora perché non l’avete fatto voi?”

Oddio, c’è del vero in quel che dice, ma un po’ di “sobria” umiltà – forse – non guasterebbe.

Perché i dati che arrivano dal centro studi di Confindustria, che non è certo un istituto di formazione professionale, e difficilmente ne sbaglia una, non sono dei più tranquillizzanti. “La pressione fiscale che, nei prossimi mesi, raggiungerà livelli record: “45,5% del pil”; “La pressione effettiva, che esclude il sommerso dal denominatore, supera abbondantemente il 54%, livelli insostenibili già quest’anno (51,3%) specie se si considera che non corrispondono servizi pubblici adeguati”. In Europa peggio solo in Francia e Belgio; “A novembre il carrello della spesa, il raggruppamento dei prodotti acquistati con più frequenza (dal cibo ai carburanti), registra un aumento annuo del 4,2%, superiore a quello di ottobre (4,1%) e all’inflazione di novembre (+3,3%)”.

Non so a voi ma a me viene l’orticaria a leggere questi numeri. E mi nasce anche la certezza che – presto – porteranno l’Iva all’insù di un paio di punti, come già ventilato, con la scusa che l’onda lunga della speculazione non si è certo “fermata ad Eboli” come invece fece Cristo.

Siamo in recessione, che è l’anticamera della “deflazione”, a cui fa seguito la depressione economica.

Intanto, sono cominciati ad arrivare per posta alcuni proiettili ad alcuni politici. Tira una brutta aria, l’avevo già scritto e prima di me l’avevano fatto illustri colleghi famosi a livello nazionale. Io ricordo cosa furono gli anni bui del terrorismo politico e non mi piacerebbe ritornarci. Men che meno ora che il parlamento è composto da una classe politica assolutamente inconsistente e il paese è governato da tecnocrati mai eletti dai cittadini.

Lo scenario mi fa pensare a un futuro prossimo venturo da paese sudamericano se non da repubblica delle banane. Sono troppo pessimista? Mi piacerebbe scrivere che “si accettano scommesse”. Ma l’argomento è troppo serio. Mi limiterò a scrivere che “si aspettano commenti”.