IRMA – Tra capre e misteri: il lato intrigante di Irma, l’arcana

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Irma è il paese verticale. Nascosta e preziosa offre all’esploratore infiniti percorsi. Verticali. Percorsi che vanno dalla luna al tuo cuore e poi al centro della Madre Terra. L’aveva scoperto anche il monaco tibetano Tha Nha Nai, che abbiamo citato in un pezzo di qualche tempo fa, per il suo haiku su Irma.

Nel suo viaggio alle radici dell’uomo, il piccolo monaco aveva scoperto una pietra, un trascurabile monolite di scura dolomia, poco fuori da Irma, verso il monte Ario. Se ti siedi su questa pietra, nelle notti di plenilunio, il raggio energetico cosmico del sole che da energia alla meccanica celeste della Terra, concentrato dal disco lunare, attraversa anche il tuo spirito e dona positiva energia al tuo animo. Molti a Irma ne conoscono l’esistenza; alcuni lo utilizzano; nessuno ne parla.

Irma… sospesa tra la luna e la terra, incatenata alle radici del mondo da catene che partono da un pozzo nascosto. Quando si spezzeranno queste catene Irma volerà sulla luna. E di luna e terra sono incarnazione Giuliana, la nostra guida, splendente, eterea custode di Irma, premurosa accompagnatrice in un mondo immerso e Mirella, nata dalla terra, gagliarda, forte della forza della zolla, soggetto della nostra intervista. Ci accompagna anche Franco, da Marmentino, il pittore un po’ orso ma taaaaaanto buono, l’uomo roccia sempre indaffarato, del quale avevamo parlato qualche tempo fa.

Giornata fredda e splendidamente soleggiata. Giù nel fondovalle già a tratti cominciano ad allungarsi le fredde ombre invernali. La casa di Mirella è accanto alla chiesa di Irma. Ci sediamo attorno al tavolo mentre la cucina economica spande calore e profumo di legna.

Mirella viene da Comero, Valsabbia. È nata il 23 – 3- 1963. La somma di questi numeri dà nove. Numero gagliardo: nel ‘De coelesti hierarchia’ lo Pseudo Dionigi Areopagita stabilisce una definitiva sistemazione degli angeli in nove cori, a secondo della vicinanza a Dio. Nel Cristianesimo il numero nove è simbolo del miracolo in quanto quadrato di 3, simbolo della trinità e del sacrificio di Cristo per la salvezza degli uomini.

Nei Vangeli, Gesù crocifisso alla terza ora, comincia l’agonia alla sesta ora, e spira alla nona. Nella ‘Teogonia’ di Esiodo nove giorni e nove notti sono la misura del tempo che separa il cielo dalla terra e questa dall’inferno. In mitologia nove sono le Muse, personificazione, per le scienze e le arti, della somma delle conoscenze umane. Le Muse nacquero da Zeus in nove notti d’amore (altro che Rocco Siffredi). Mentre nella Smorfia il numero 9 è la figliolanza. Mirella ha tre figli. Numeri quindi che si rincorrono. Nell’oroscopo cinese il 1963 è l’anno del Coniglio e ha come elemento guida l’acqua. I ‘Conigli’ hanno molto talento, sono ambiziosi e dimostrano notevole capacità negli affari.

Miriella è sposata da 25 anni e abita a Irma da diciassette. Il marito lavora alla Redaelli, Emanuela, la prima figlia, è sposata a Bovegno, Andrea, secondogenito, lavora alla Beretta mentre l’ultimo, Daniele frequenta la terza media.

Mirella perché hai scelto la vita della pastorella?

“Mi piacciono le capre, sono molto domestiche, ti ascoltano e sono docili. Inoltre sono un aiuto economico alla famiglia”

Com’è la tua giornata ‘tipo’?

“Bisogna distinguere. D’estate la mattina alle sei mungo, lavoro il latte e sposto, se necessario, la rete elettrica che delimita il pascolo delle capre. Poi vado a casa a preparare le colazioni. Torno quindi sul campo per ‘sparnegà’ l’erba che ha tagliato mio marito. Verso mezzodì di nuovo a casa a preparare il pranzo e all’una nei prati a girare l’erba; quindi a casa per la cena, poi la mungitura e finalmente a nanna. In inverno l’andamento è più tranquillo, ma a febbraio nascono i capretti e allora bisogna darsi da fare per accudire i nuovi arrivati. Il fatto è – spiega Mirella – che i capretti sono tutti bianchi, quindi è necessario segnarli perché se metti un capretto sotto la madre sbagliata per l’allattamento questa lo uccide”.

Ti aiutano i tuoi uomini?

Mirella si accende una sigaretta: “Mio marito e mio figlio Andrea si. Daniele non ama il mio lavoro e non gli piace nemmeno abitare a Irma”.

Effettivamente Irma essendo un paese ‘verticale’ non offre molti svaghi per un adolescente che sono più orientati verso l’orizzontalità, gli amici, il bar, lo sport; la strada maestra di questo paese è la meditazione, la simbiosi con la natura, il viaggio verso l’essenza di sé e del mondo circostante. Per i nostri figlioli, sempre più tecnologici, sempre estranei anche a se stessi vivere a Irma è una scelta difficile e deve avere motivazioni profonde.

Andiamo a una delle due cascine di Mirella, quella sulla strada per Marmentino, a prendere un paio di formaggelle.

Ci accompagna anche Willy il formidabile bastardino che aiuta Mirella (l’unica che Will ascolta giudiziosamente) a controllare il gregge. La produzione di latticini da latte di capra non è molto elevata: a parità di quantità di latte se ne produce la metà rispetto a quello di mucca. Con 23 capre che producono circa 4 litri di latte al giorno ciascuna, la Mirella prevede di fare 5 formaggelle da 1 chilo. Si chiacchiera, si guardano le capre fedeli ed eleganti (non per niente sono state inserite nell’oroscopo cinese). Mirella le conosce per nome: Fiocco, Macchietta, Mosca, Selvaggia, Neve, Brina, Maruska, Olimpia…

Torniamo verso casa di Mirella per il caffè. Due anziani parlano sull’antica soglia; uno ha sottobraccio la legna per la stufa, ordinatamente tagliata e una berretta in testa. In casa, momentaneamente ormeggiato al tavolo ricoperto di libri, l’intellettuale di famiglia, Daniele, è alle prese con l’area laterale del cubo… A cosa servirà poi conoscere la formula per l’area laterale di un cubo?…Mah…