GARDONE – Punto nascite off limits dopo il 23/12, ora parlano i medici

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Il 23 dicembre, come abbiamo già scritto, chiuderà definitivamente la sala parto dell’ospedale valtrumplino. I servizi di ginecologia e ostetricia prima e dopo il parto, invece, continueranno a funzionare, ma le cause che hanno indotto gli Spedali Civili di Brescia a chiudere il punto nascite (fra tutte, i numeri insufficienti) sono ancora sul tavolo delle polemiche. In redazione ci è pervenuta la comunicazione congiunta, che pubblichiamo, dei medici coinvolti nell’operazione che lavorano nel reparto e vogliono smentire la versione raccontata da alcuni organi di stampa nei giorni scorsi.

La protesta era iniziata il 22 ottobre scorso

“Dopo ripetute notizie false e tendenziose, è giunto il momento di dar voce al sentire degli ostetrici/che del presidio ospedaliero di Gardone. In particolare – dicono – facciamo riferimento all’articolo ‘Gardone Vt, l’ospedale non può che migliorare’ pubblicato dal Giornale di Brescia il giorno 4/12/2011. Nell’articolo in questione, in cui il consigliere regionale della Lega Nord (nonché membro della commissione della Salute del Pirellone) Pierluigi Toscani, esprime il proprio parere, si legge anche ‘da anni il punto nascita di Gardone Valtrompia raggiunge a mala pena i 300 parti annui’. Questo dato non rispecchia la realtà.

E’ vero che le nascite a Gardone hanno subito un calo, ma questo calo non è altro che lo specchio dell’andamento demografico del nostro territorio nazionale. Il numero dei parti annui nel nostro presidio ospedaliero non è mai sceso sotto i 460 (per citare solo alcuni numeri, nel 2004 si registravano 687 nascite, nel 2006 647 nati, nel 2007 605 nati e nel 2010 467). Le falsità pubblicate su numerosi articoli rappresentano una mancanza di rispetto nei nostri confronti. Siamo professionisti della salute che fino ad ora hanno agito con dignità e operato con professionalità e serietà, garantendo condizioni di sicurezza in sala parto e in reparto.

Ringraziamo tutte le coppie che hanno scelto il nostro punto nascita – continuano – per essere sostenute e assistite nei momenti più belli della loro vita. Il loro apprezzamento e la loro fiducia ci hanno dato coraggio per affrontare i numerosi momenti di difficoltà e, in parte alleviato, il dolore e la delusione che stiamo vivendo. Ringraziamo i mezzi di comunicazione che hanno dato voce in maniera corretta alla situazione offrendo punti di vista e dati oggettivi, raccontando disagi e potenzialità di un mondo che è ben più ricco di quanto si possa vedere da fuori. La vita che nasce, un figlio è così!”.