GARDONE – Dopo le firme un tavolo dei servizi e il sindaco “striglia” la Valle

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7300 firme contro la chiusura del reparto di maternità (per numeri e sicurezza) non bastano, ma sono un segnale forte per far capire alle istituzioni che i valtrumplini sono seriamente interessati alle vicende del loro ospedale. E’ questo il messaggio giunto ieri sera dall’incontro pubblico al centro San Filippo del paese gardonese dove una tavola rotonda si è interrogata sul futuro del nosocomio valligiano.

La campagna contro la chiusura del punto nascite avviata nelle scorse settimane con il Partito Democratico e i presidi attivi sul territorio si è conclusa ieri con la consegna al consigliere regionale Gian Antonio Girelli che porterà le firme in Regione come gesto simbolico. La decisione, ormai, è irrevocabile come ha detto nei giorni scorsi il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia Cornelio Coppini e dal 1° gennaio chi dovrà partorire potrà farlo solo in città.

Andato un reparto, ne arriva un altro, quello di ematologia rivolto ai subacuti e un dislocamento del day hospital che in città è saturo. Nuovi servizi che, però, non bastano a risollevare gli animi dei cittadini triumplini e delle istituzioni dopo che anche il pronto soccorso, sterilizzazione e il potenziamento della dialisi su cui si puntava sono destinati a mancare visto il taglio di 6,8 milioni di euro che erano destinati in via Giovanni XXIII. Il sindaco di Sarezzo e capogruppo del Pd in Comunità montana Massimo Ottelli si è soffermato soprattutto sui numeri che hanno portato alla decisione: 491 i parti nel 2010 a Gardone e in ulteriore calo per quest’anno che hanno costretto la direzione del Civile di Brescia a farsene carico dal 2012.

La tavola rotonda di ieri sera

Un provvedimento che pesa sull’intera struttura dell’ospedale: la maggioranza dei ricoveri a Gardone, infatti, è dovuta ai parti e con il servizio destinato a chiudere la preoccupazione per il futuro aumenta. L’ha dimostrato anche la riunione che ieri mattina ha coinvolto dirigenti, medici e sindaci della valle convocati sulle ultime novità, anche se l’incontro del giorno prima con i sindacati dei lavoratori che operano nel nosocomio ha fornito alcune rassicurazioni.

La novità degli ultimi giorni è un tavolo tecnico formato dal sindaco Michele Gussago con i primi cittadini di Marmentino e Polaveno Gabriele Zanolini e Ottavio Peli con il presidente della Comunità montana della Valtrompia Bruno Bettinsoli che medierà le esigenze dell’ospedale chieste dai medici e dalla direzione con le istituzioni che, invece, dovranno dare risposte.

Sul palco sono saliti anche donne in attesa di partorire e dalle quali è partita la raccolta firme con la pagina di Facebook per impedire la chiusura del punto nascite, ma anche medici che, ormai convinti della decisione, hanno chiesto l’attivazione di altri servizi, magari personalizzati per gli anziani. Il richiamo del primo cittadino gardonese, però, è andato anche ai numerosi cittadini presenti in platea. “Dovete usare di più i servizi dell’ospedale e far capire che siete veramente interessati al vostro centro di sanità – ha detto – e quelle 7 mila firme raccolte sono un segnale importante, ma bisogna fare di più”.