BRESCIA – Arresto del vice presidente Franco Nicoli Cristiani. Le reazioni di BreBeMi

0

Update Corruzione e traffico illecito di rifiuti. Sono questi i capi d’accusa con cui stamattina all’alba, nella sua casa di Mompiano, a pochi chilometri dalla città, è stato arrestato il vice presidente del consiglio regionale della Lombardia Franco Nicoli Cristiani. E la notizia ha creato un vero e proprio “terremoto” istituzionale ai piani alti del Pirellone.

Secondo gli inquirenti, il 68enne eletto nelle file del Pdl avrebbe intascato una tangente di 100 mila euro per rendere meno “pesanti” i controlli sullo smaltimento dei rifiuti nell’ambito del cantiere della BreBeMi. Nella stessa operazione, che ha coinvolto 150 carabinieri in tutta la regione e condotta dalla Procura di Brescia tramite i pm Silvia Bonardi e Carla Canaia che l’avevano iniziata otto mesi fa, sono state arrestate altre nove persone, di cui un bresciano.

Secondo le accuse, formalizzate dopo il provvedimento di custodia cautelare firmato dal gip Bonamartini, Nicoli Cristiani nel settembre scorso avrebbe intascato la tangente da un imprenditore bergamasco responsabile di un’azienda che si occupa di smaltimento dei rifiuti. I 100 mila euro, infatti, trovati in una busta stamattina durante la perquisizione nell’abitazione del politico, sarebbero serviti per accelerare l’iter con cui autorizzare la formazione di una nuova discarica nel cremonese. Nell’elenco degli arrestati compare anche un coordinaatore degli staff dell’Arpa, l’ente regionale responsabile del controllo sull’ambiente.

Al termine dell’operazione, realizzata sulla base delle intercettazioni telefoniche che vedono coinvolto proprio il vice presidente regionale, sono state sequestrate una cava in provincia di Cremona che sarebbe stata destinata a una discarica di amianto, un impianto per il trattamento dei rifiuti a Calcinate, nel bergamasco e due cantieri della BreBeMi. Proprio queste zone, secondo l’accusa, avrebbero ospitato il trasferimento illecito di rifiuti speciali con la sicurezza (ecco perchè la tangente) di non subire controlli.

Update Nel corso del pomeriggio, la società responsabile per la costruzione della BreBeMi, di cui sono stati sequestrati due cantieri dopo l’arresto di Nicoli Cristiani arrestato per presunto traffico illecito di rifiuti proprio in queste zone, con un comunicato si dichiara estranea ai fatti di cui si parla e che dice di aver appreso dagli organi di stampa. Lo stesso gruppo, inoltre, ha anticipato la decisione di porsi come parte lesa per chiedere i danni ai responsabili. La società, infine, ha confermato l’avvio dei controlli che saranno fatti sul resto dei cantieri e indicato quelli sospetti. I lavori sull’infrastruttura – continua – vanno avanti alacremente e nel massimo della trasparenza e dei tempi.

Update Sull’arresto del vice presidente lombardo e il sequestro di alcuni cantieri della BreBeMi (Fara Olivana con Sola e Cassano d’Adda), nella giornata di oggi, giovedì 1 dicembre, è intervenuto anche l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità del Pirellone Raffaele Cattaneo. “La società è parte lesa per quanto riguarda il materiale di recupero non corretto che viene da questi cantieri – ha detto – e ci auguriamo che la magistratura accerti le responsabilità in tempi rapidi per consentire la ripresa dei lavori per un’opera che impiega 600 persone. Spero che in questo momento di crisi – ha concluso – non venga messa a rischio il lavoro se non dietro un fittizio commissariamento dietro il quale ci sarebbe una precisa volontà politica”.