LUMEZZANE – Poli, Mantovi e Faedi: donne all’Odeon contro la violenza

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Sara Poli, Beatrice Faedi e Laura Mantovi. E’ il formidabile tris di donne della scena bresciana che domani sera, martedì 29 novembre alle ore 20,45, al teatro Odeon, saranno protagoniste per uno spettacolo coraggioso e intenso tratto dalla scrittura cruda ed essenziale di Agota Kristof.

Laura Mantovi e Beatrice Faedi

Dopo la vittoria con “Annabella Wharton” al festival “Le Voci dell’Anima” di Rimini, dove hanno conquistato tre premi (primo assoluto, della critica e del pubblico), Sara Poli e Laura Mantovi (la prima come regista e seconda come attrice) si sono aggregate con Beatrice Faedi per il debutto di “La chiave dell’ascensore”, un nuovo allestimento prodotto da “Progette e Regie” che tra tocchi di humor nero e accenti di drammaticità mette a fuoco una condizione femminile segnata dalla violenza e dalla sopraffazione.

Lo spettacolo racconta la storia drammatica di una donna tenuta sotto sequestro dal marito che, con l’aiuto di un medico compiacente, infierisce su di lei sottoponendola a orribili mutilazioni. Il testo teatrale è costruito sulla figura della donna straziata, resa cieca e privata dell’uso delle gambe, ma alla quale rimane la voce per gridare al mondo la sua terribile vicenda e denunciare i soprusi subiti. E’ un racconto a tratti dolcissimo e pieno d’amore, di concessioni e di attenuanti per un sentimento forte che unisce un uomo e una donna.

La loro vita è segnata da momenti condivisi e immagini di romanticismo, che poi, però, sfociano nelle prime violenze. Violenze iniziali che sembrano essere giustificate e a cui la donna non si ribella. Ma quando lui – l’amato carnefice – minaccia di toglierle anche l’uso della parola, finalmente accade qualcosa di terribile, estremo e assoluto. “Noi, che spesso giochiamo con il suono della nostra voce – dice la regista Sara Poli – ora vorremmo regalarla a tutte quelle donne che per infiniti motivi hanno deciso di tacere. L’arte è comunicazione, empatia, farsi carico delle storie altrui e trasformarle da vissuto personale a vissuto universale”.

Ci sono decine, centinaia, migliaia di storie tutte diverse e drammaticamente simili che non si conoscono nei dettagli. Perché la paura e la vergogna sono striscianti e onnipresenti. E allora il cast prende in prestito le immagini e le parole di Agota Kristof per farsi carico di tutti questi silenzi e storie terribili che fanno sentire fragili prede in balia di una violenza assolutamente inaccettabile eppure ormai parte onnipresente delle pagine di cronaca e delle vite. Secondo una ricerca dell’Istat sugli ultimi dati disponibili risalenti al 2007, oltre il 30% di donne (una su tre) tra i 16 e 70 anni ha subito violenza fisica, psicologica o sessuale. Il campione è stato fatto su circa 25 mila donne italiane. I biglietti (8 euro il posto unico) sono disponibili al teatro domani sera prima dello spettacolo dalle 18,30 alle 19,30 e alla libreria Einaudi di via Pace negli orari di apertura.