BRESCIA – Ci risiamo. Maledetto inverno

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Lo so. Ormai siamo abituati a tutto. I nostri politici non ci possono più stupire. Ma che anche gli amministratori locali siano dei “fini umoristi” non ce lo saremmo mai aspettato. Il tema è il blocco del traffico che, come le tasse, si ripresenta puntuale ogni anno all’approssimarsi dell’inverno.

Vediamo di fare un rapido riassunto. Palazzo Loggia a fare da capofila, i sindaci dei 20 comuni dell’area critica bresciana si erano ritrovati alcune settimane fa per stendere regole condivise sull’attuazione del blocco. Alla fine – intelligentemente – i sindaci di valle hanno detto che avrebbero aderito a condizione che “tutte” le strade fossero chiuse. Che senso aveva bloccare la circolazione all’interno dei comuni e lasciare percorribile la triumplina?

Palazzo Loggia, invece, aveva inasprito le regole fino a vietare la circolazione a tutti i veicoli – compresi quelli immatricolatri euro 5 e financo gli euro 6 che già circolano (audi, mercedes, e altre) – con la sola esclusione dei veicoli elettrici. Alla faccia di chi ha speso soldi “indaren” – come dicono da queste parti – per acquistare un euro 5 e non avere più problemi. Questo fino a ieri pomeriggio, intorno alle 17. Poi la svolta. E sentite cos’ha affermato l’assessore all’Ambiente del Comune di Brescia Paola Vilardi: «Si era detto che avremmo costantemente monitorato le centraline presenti sul territorio che misurano il livello di  pm10 nell’aria.

Oggi due centraline su quattro rilevano livelli sotto i 50 microgrammi al metro cubo fissato come valore di soglia». Il blocco totale è stato revocato e da ieri si è ripartiti con la conta dei fatidici 12 giorni di riferimento. Domenica 27 si potrà circolare. Domenica 4 dicembre vedremo.

Tutti si chiedono quale santo del calendario abbia fatto il miracolo. Non c’era vento in Valpadana. Non ha piovuto un solo goccio d’acqua su tutta la provincia. Com’è potuto succedere?

La convinzione che ci stiano prendendo per scemi ha qualche ragionevole fondamento, voi che dite? Anche perchè – mentre da noi va in scena questo teatrino comico – a Milano va in onda “La città «fragile», schiacciata dall’alta pressione, stravolta dall’inversione termica. Pessime condizioni meteo. Un dossier interno del Pirellone ipotizza una lunga stagione di inquinamento, anche 45 giorni consecutivi di Pm10 alle stelle: solo pioggia, vento e neve, sostengono i tecnici Arpa, possono invertire il trend. È in questo scenario, cupo e malato, che Milano prepara la chiusura totale dei Bastioni programma restrizioni per le vetture molto «sporche» e promette controlli severi sul rispetto dei limiti per le caldaie. Il sindaco non si nasconde, sono misure «severe», dice, «finalizzate ad affrontare l’emergenza», e saranno efficaci solo se «ognuno di noi si sforzerà di fare la sua parte». È un «appello» al civismo e al senso di responsabilità collettivo.”
Sì, perchè Milano sta in Lombardia mentre Brescia è su Marte. Noi abbiamo una situazione meteorologica, stando a quanto detto dell’assessore Vilardi, completamente diversa da quel che dice l’Arpa per MIlano.Come diceva il principe De Curtis, in arte Totò? “Ma ci faccia il piacere”.

Intanto vi do alcuni dati presi dal “Sole 24 ore” online che renderebbero giustizia alle auto: “Le emissioni inquinanti sono state ridotte negli ultimi 20 anni del 95% in virtù di modifiche radicali alle tecnologie motoristiche. L’introduzione dei sistemi catalizzati nel 1991, e delle benzine senza piombo ha creato un punto di non ritorno nell’industria. E le normative con limiti sempre più stretti hanno permesso di abbattere quasi a zero le emissioni di inquinanti come gli idrocarburi incombusti e gli ossidi di azoto. Basti pensare che in base allo standard Euro 1 i veicoli a benzina potevano emettere 0,97 grammi di Hc per chilometro, con le norme Euro 2 il limite scese a 0,50 (0,70 nei diesel) per arrivare a zero per i motori a benzina e 0,17 nei diesel a partire dalle regole contenute nella direttiva successiva.
E per quanto riguarda il particolato nei motori diesel da 0.140 g/km si è passati agli attuali 0,005 grammi previsti dalle normativa Euro 5 e 6. Insomma le trappole contro le polveri sottili funzionano così come i sistemi di catalizzazione selettiva a base di urea. A proposito di polveri sottili Pm10 gli scarichi delle autovetture pesano, in Italia, per l’8% mentre le gomme e i freni per il 4 per cento. E questo vuol dire che anche le auto elettriche ed ibride emettono polveri sottili, a causa del’immisione in atmosfera dei materiali derivanti dal consumo di pnematici e freni. In totale le auto producono il 12% di Pm10 il resto è generato da fabbriche, riscaldamenti residenziali, combustione naturale, motocicli e ciclomotori (3%) e veicoli pesanti (9%).
Per quanto riguarda le emissioni di Co2 (che non è un inquinante) la direttiva 91/441,-93/95, alias Euro 1, prevedeva per i propulsori ciclo otto e quelli diesel 2,72 grammi per chilometri, il limite scese a 2,20 e 1 e con Euro 3 si passò a 2, 30 e 0,64. Con Euro 4 i limiti divennero 1 e 0,50. Valori immutati per le due direttive successive. Un segno tangibile che iniezione a controllo digitale e sistemi di catalizzazione hanno reso possibile in due decadi un sostanziale abbattimento delle emissioni allo scarico.
L’elaborazione delle emissioni medie ponderate di Co2 in Italia degli ultimi anni, sia a livello regionale, sia per segmenti dimostra chiaramente come dal 2006 al 2009 sia costantemente diminuita l’emissione media ponderata di gran lunga oltre 12 punti, accelerando in particolare modo la sua flessione nel 2009, grazie alla presenza di consistenti incentivi al rinnovo del parco, che hanno favorito le vendite di vetture di piccole dimensioni e a basso impatto ambientale e portandosi ad un dato di 136,6 g/km.”