TAVERNOLE – Dalla Terra alle Stelle: una sera in armonia al Forno Fusorio

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Alleluia Alleluia Alleluia! È arrivato il gospel in Valtrompia e il mondo si è colorato di mille colori. Stiamo parlando della serata del 4 novembre al Forno Fusorio. Storica e austera costruzione, che ospita da anni eventi culturali di notevole spessore. Una cinquantina quest’anno. Quella sera è stata però speciale. Si sono esibiti due cori legati da profonda amicizia pur essendo radicalmente diversi: il Coro della Montagna ‘Inzino’ e il ‘Coro Seduto’ di Novate Milanese.

L’Inzino che si è esibito per primo, lo conosciamo tutti. Saggio, nella sua professionalità, profondo nelle voci maschili, serie e ben temprate, ricorda l’imperturbabile, amorevole, giudiziosa eternità delle montagne. È il fuoco nel camino nella malga; sono le mucche al pascolo, il profumo del latte appena munto, il verde dei prati dei pascoli alti… È il pensiero che ti accompagna nel lungo, incantevole e faticoso cammino per i sentieri montani; la gioia del cacciatore bagnato che rientra al caldo nel capanno; la convivialità nelle sere invernali tutti insieme attorno alla tavola dopo uno spiedo. È il Mella primaverile, quando c’è il sole: tranquillo, sempre uguale e sempre diverso. Il Mella dei lunghi viaggi, che ti aiuta a crescere fisicamente e spiritualmente, sulle cui rive giochi, riposi e rifletti.

Poi arriva lui ‘Coro seduto’. Il nome la dice lunga sulla filosofia di questo formidabile gruppo. Allegri, informali, simpatici… Numerose le gag tra la direttrice, la spumeggiante Paola Bertassi, e i coristi o con il pubblico. Per dire: durante la preparazione delle pianole e altre diavolerie elettroniche, le scariche di elettricità statica facevano vibrare energicamente gli altoparlanti e il pubblico; e la Paola: “Questa è la nostra parte migliore…”. Poi, chetatasi la tempesta elettrica, hanno iniziato. Ed è stata un’apoteosi di voci, di armonie, di allegria, di adrenalina. Anche le antiche e severe pietre del Forno faticavano a stare ferme al loro posto. Insomma avete presente il film The Blues Brothers (in particolare quando John Belushi e Dan Aykroyd vanno in chiesa o quando Ella Fitzgerald & C. cantano per la strada) o i cori di Sister Act?

Trasportate il tutto in un ambiente relativamente piccolo, pieno zeppo di gente, con un palco martoriato da persone che saltano, ballano, cantano e avrete una pallida idea di come la serata del 4 novembre possa avere lacerato il cielo. Perché Coro Seduto ti prende per i capelli e, volente o nolente, ti scaglia oltre le nuvole da dove il mondo ti appare come una simpatica palla azzurra. È il Mella durante i temporali estivi: travolgente. Lo guardi e l’unica cosa che ti viene da dire è “Azzo!…. Che roba!…”

E poi il finale…Ah il finale!!! Inaspettato. La Paola, a sorpresa, invita sul palco il Coro della Montagna e insieme, il Coro della Montagna Inzino e Coro Seduto, cantano ‘Signore delle Cime’. Indescrivibile. È il tuffo nella Gorga, quando ancora si poteva fare il bagno: giù solo con te stesso, nell’acqua freddda (con tre d perché era proprio fredda) sino a toccare il fondo per poi risalire esplodendo tra mille spruzzi nel mondo dei vivi, azzurro di cielo, verde di erba (erba di prato…) e giallo di sole a cercare gli occhi di una ragazza, perché la vita preme, vuole esplodere…
E il ritmo della vita si è mirabilmente amalgamato in questa serata, fuori dal tempo: l’antica forza della quercia e il sorriso birichino della primula. Chi viene prima e chi dopo nel tuo fuggevole arco di vita terrestre?

Mi dicono dalla regìa di dare qualche altra informazione sulla serata: piove come dio la manda; a fine serata però, al ritorno, lo Scirocco caldo solleva foglie e voglie indefinibili, eteree, ultraterrene. Forno Fusorio strapieno; si consolidano i nove anni di fondazione dell’Associazione ‘Amici del Forno Fusorio’; ventimila i visitatori in questi nove anni; Coro Seduto compie i dieci anni. Grazie, agli Amici del Forno, grazie al Coro di Inzino, grazie a Coro Seduto. Amen, Amen, Aaaaameeeeeen!