GARDONE – Scritte fasciste al Moretti, salvo (per ora) il linguistico

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Update Alcune scritte inneggianti al fascismo sono state rinvenute ieri mattina poco dopo le 8 dall’operatore scolastico del liceo Moretti del paese valtrumplino all’apertura delle lezioni. Il giorno dopo il fatto, accaduto per opera di sconosciuti (i carabinieri stanno indagando) nella notte tra mercoledì e giovedì, la condanna è stata unanime da parte degli studenti, della scuola che si è espressa con un comunicato e della città.

“Per la seconda volta in dieci giorni – ha commentato uno degli studenti – sono comparse queste scritte sulle pareti della scuola. Noi dissentiamo da questo e vogliamo far capire che i giovani non si trovano solo in questi comportamenti, ma anche in altre opere più meritevoli di apprezzamento”. Le frasi che hanno imbrattato l’istituto gardonese sono state subito cancellate dall’operatore che poi ha avvisato il sindaco Michele Gussago e denunciato il fatto ai carabinieri del comando locale.

Una delle scritte comparse sui muri

“Dispiace che per esprimere le proprie opinioni si debbano usare le pareti di una scuola che sono fatte, invece, per studiare e approfondire – ha condannato il gesto il primo cittadino – ma se sono comparse durante la notte vuol dire che c’è la vergogna di manifestarle alla luce del giorno. La scuola deve approfondire i temi del Novecento (riferendosi al fascismo, ndr), ma i giovani devono lasciare indietro il passato e guardare al futuro”. E il sindaco ha poi lanciato un “consiglio” a chi ha imbrattato l’istituto: “Che vadano a visitare un campo di concentramento”.

La protesta degli studenti

Gli studenti hanno dissentito per quanto accaduto l’altra notte e per questo motivo ieri pomeriggio hanno deciso di ritrovarsi per un sit in di protesta nel cortile della scuola (che è proprio di fronte al municipio) esponendo lo striscione “Fuori il fascismo dalla scuola”. E il risentimento dei ragazzi andrà avanti oggi con uno sciopero. Sulle cause e gli autori del gesto sono in corso le indagini delle forze dell’ordine.

Per il resto, sarà una giornata movimentata al liceo Moretti visto che il dimensionamento delle scuole superiori progettato dalla Provincia di Brescia, ma non ancora definitivo, colpisce in pieno anche la Valtrompia. Proprio dall’istituto gardonese, infatti, l’indirizzo linguistico è destinato a finire l’anno prossimo al “Primo Levi” di Sarezzo da dove l’ambito artistico si trasferirà a Breno, in Valcamonica.

E’ una decisione paradossale secondo la scuola, come ha confermato ieri l’insegnante e direttrice di sezione Licia Porteri, visto che a fronte del calo di iscrizioni degli istituti valligiani e l’esodo continuo verso Brescia, Gardone al contrario soffre l’abbondanza di studenti e i pochi spazi. Per questo, oltre allo sciopero degli studenti che riguarda, quindi, non solo le scritte, le aule del Moretti ospiteranno nel pomeriggio assemblee di genitori e riunioni con il sindaco per provare l’estremo tentativo di bloccare il trasferimento del linguistico verso Sarezzo.

“Un progetto che studenti e insegnanti non sono ancora riusciti a comprendere – ha spiegato la Porteri – ma speriamo che sia una scelta giusta per la Valtrompia. Per il Moretti sarà una perdita importante, ma andiamo avanti con il nostro corpo docente e gli altri indirizzi perchè è una scuola storica (nata nel 1968, ndr), importante e riconosciuta”.

Update Nella giornata di ieri, venerdì, contraddistinta dalla manifestazione davanti al cortile della scuola, gli studenti si sono armati di cartelli e striscioni e hanno protestato contro le scritte e la scelta di trasferire il linguistico. Nel pomeriggio inoltrato, però, dopo una riunione tra gli insegnanti e i genitori al termine del quale è stata diffusa una lettera e poi l’incontro del sindaco Michele Gussago sul tema, è arrivata una notizia confortante. Gli oltre cinquanta studenti delle due classi del linguistico che quest’anno, dopo la sperimentazione, hanno iniziato il percorso scolastico, potranno farlo fino al termine degli studi nel liceo Moretti. Una magra consolazione per i ragazzi gardonesi protagonisti dell’intervento, ma rimane la preoccupazione per chi dovrà iscriversi allo stesso corso l’anno prossimo.