VALTROMPIA – Bcc e Cassa Padana, la fusione spiegata dal dg Giovannelli

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“Entriamo in un network con spalle molto solide, i soci lo saranno di una banca che avrà oltre 240 milioni di euro di patrimonio (14 milioni quelli che porta in dote la nostra banca), il personale rimarrà sul territorio e manterremo adeguate autonomie. Sono questi i principali punti di forza che ci hanno indotto a scegliere Cassa Padana rispetto ad altre possibilità che ci sono state prospettate”.

 

Così Luca Giovannelli, direttore generale della Banca di Credito Cooperativo della Valtrompia, annuncia ufficialmente la fusione tra la “sua” Bcc e la Cassa Padana. Una realtà, nel panorama del credito cooperativo, che si colloca al secondo posto sul territorio nazionale e al primo in Lombardia. La fusione dovrà ora avere l’ok della Banca d’Italia. Se tutto andrà come previsto, da luglio 2012 il logo di Cassa Padana, con accanto la scritta Bcc Valtrompia, sarà stampato sulla carta intestata e figurerà sulle insegne delle sedi trumpline che, con un totale di trenta addetti, contano quattro filiali, altrettante tesorerie e la sede centrale di Bovegno.

Il dg della Bcc Valtrompia Luca Giovannelli

Si è chiuso così il primo atto di una fusione ventilata da tempo e che ha richiesto mesi di attente valutazioni. Quali i motivi che hanno portato a tale decisione? “In primis si pone la situazione attuale di grande crisi economica e finanziaria che si è venuta a creare e non ha risparmiato neppure la nostra valle – dice Giovannelli – e un altro valido motivo è riconducibile al desiderio e alla forte volontà della nostra banca di continuare a servire il territorio, preparandoci per tempo agli impatti che avrà l’introduzione della normativa europea ‘Basilea 3’ che prevede ulteriori accantonamenti patrimoniali condizionando ancora di più l’operatività degli istituti di credito con patrimoni contenuti.

Tecnicamente il progetto di fusione con la consorella prevede ora un secondo passo. Dopo l’approvazione della Banca d’Italia, infatti, ci sarà un’assembla straordinaria (prevista nella primavera del 2012) di entrambe le banche i cui soci saranno chiamati a esprimersi in merito”. Come si configurerà la struttura della “nuova banca”? “In buona sostanza la Bcc entrerà a far parte della Cassa mantenendo intatta la gestione dell’area della Val Trompia con ampia autonomia, una volta consolidata la fusione si ragionerà su un progetto di espansione territoriale da realizzarsi nell’arco di un triennio. Unica novità: la costituzione di una Commissione di Beneficienza e Pubblicità che analizzerà e valuterà le richieste di sostegno e le esigenze del territorio dal punto di vista socio-culturale”.

Mentre i 2.300 soci della Bcc Valtrompia entreranno a far parte di una importante realtà costituita, oltre che dai soci di Cassa Padana, anche dai soci delle recenti fusioni con Bcc Camuna e Bcc Veneta (1896) raggiungendo i 12 mila soci. L’istituto lavorerà in quattro regioni: Lombardia, Veneto, Trentino ed Emilia per un totale di 65 sportelli operativi in nove province. Ogni area manterrà autonomie gestionali. Cosa significherà, all’atto pratico, essere soci di Cassa Padana?

“Si acquisiscono diritti che si aggiungono a quelli già posseduti quali, per esempio: la possibilità di avere una polizza sanitaria che si affianca a quella che già copre i nostri soci sugli infortuni; partecipazioni agli utili della banca (non solo con i dividendi) ma anche con l’istituto del “ristorno” di parte delle commissioni pagate; oltre alla possibilità di partecipare a manifestazioni ludiche e culturali organizzate appositamente per i soci”. Cosa cambierà, invece, per i clienti, in particolare gli artigiani e le piccole imprese, tutt’ora strette nella morsa della crisi? “La fusione – risponde Giovannelli – consentirà di rispondere con maggiore energia alle richieste di sostegno per far fronte al difficile momento che, è noto, stanno affrontando le piccole imprese”.

In chiusura, è inevitabile un accenno alla presenza valtrumplina nell’organo di governo della nuova compagine bancaria. Nel consiglio di amministrazione di Cassa Padana (composto da undici membri) saranno rappresentate tutte le otto realtà territoriali in cui opera la banca, quindi anche la Bcc della Valtrompia avrà i suoi esponenti. Prematura la scelta dei nomi che andranno a rappresentare la Bcc triumplina nella nuova banca. Si può, ragionevolmente, supporre che tale decisione sarà presa dopo il benestare della Banca d’Italia e dopo un quadro completo della situazione.