MILANO – Giù le mani dal crocifisso, in Regione ora è anche la legge

0

Update “Ho votato con convinzione la legge, pur tenendo conto che potrebbero verificarsi strumentalizzazioni pensando a quanto sta accadendo”.

E’ intervenuta così Margherita Peroni, consigliere regionale del Pdl, sul voto espresso ieri in aula per il progetto di legge n. 74 che riguarda l’esposizione del crocifisso negli immobili regionali. “I cristiani nel mondo continuano a essere perseguitati – ha proseguito la consigliera bresciana che è anche presidente della commissione Sanità e Assistenza al Pirellone – e le donne cristiane brutalmente violentate. Noi, cresciuti in una civiltà che ha nelle sue fondamenta i valori di tolleranza e rispetto della persona che il Cristianesimo ci ha insegnato, inorridiamo di fronte a questi drammatici episodi.

Inorridiamo, ma taciamo. La scelta di esporre il crocifisso in ogni spazio dove si svolge la vita politica e amministrativa regionale rompe questo assordante e colpevole silenzio e riafferma la volontà di mantenere alla base della nostra vita civile e politica i valori che il crocifisso simboleggia”.

E ai commenti di Margherita Peroni sono seguiti anche quelli del consigliere della Lega Nord Alessandro Marelli, relatore della legge. “Il provvedimento – ha spiegato – dispone l’esposizione del Crocifisso in tutte le sale istituzionali e di ingresso di ogni edificio della Regione. Questa legge regionale rappresenta molto di più di un mero adempimento amministrativo: da un lato salvaguarda uno dei simboli della nostra storia e della nostra identità, dall’altro promuove i valori del cristianesimo, i principi su cui poggiano la cultura europea e la stessa civiltà occidentale.

Al contrario di quanto affermato da alcuni esponenti del Pd, nessuno vuole svuotare questo simbolo della sua valenza religiosa. Abbiamo ritenuto invece di evidenziare, come del resto hanno fatto anche i giudici del Consiglio di Stato, i valori civilmente rilevanti del Crocifisso. Il provvedimento approvato oggi (ieri, ndr) in Consiglio, a differenza di quanto sostengono i democratici, non è impugnabile. La stessa Cassazione ha stabilito infatti che ‘il principio di laicità dello Stato nell’ordinamento italiano non esclude la presenza del Crocifisso negli spazi pubblici’.

La recente giurisprudenza ha dunque sancito che l’esposizione di questo simbolo non lede il principio della libertà di religione – ha continuato – e che la presenza del Crocifisso, nelle scuole come nei tribunali, non intacca il principio della laicità dello Stato. Inoltre la normativa approvata attua quanto disposto dall’art. 2 dello Statuto della Lombardia dove si afferma che la Regione ‘persegue, sulla base delle sue tradizioni cristiane e civili, il riconoscimento e la valorizzazione delle identità storiche, linguistiche e culturali presenti sul territorio”.