AGNOSINE – Una famiglia di bracconieri a caccia… di denunce

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Un vizio di famiglia quello del bracconaggio. Protagonista della vicenda una famiglia valsabbina con la passione per la caccia di frodo, spesso di fauna protetta. In un anno quattro le denunce collezionate da un padre e i suoi due figli, di cui un minorenne.

esemplare di picchio rosso maggiore

La vicenda comincia nell’ottobre 2010, con una denuncia per il padre colto a cacciare con reti illegali. Pochi mesi dopo, il figlio è il protagonista di un’altra vicenda di bracconaggio, colto sul fatto mentre uccideva capinere catturate in seguito alla migrazione primaverile. Data la minore età del figlio, la denuncia è stata fatta a nome del padre.

Le vicende di denunce da parte della forestale non sono terminate, nell’autunno di quest’anno, entrambi i figli sono stati trovati con reti irregolari e un roccolo in una zona protetta e giovedì scorso, l’ultima azione illegale, sequestrate quattro reti nella zona Calchere, tra il bottino, un esemplare di picchio rosso maggiore.

Una famiglia che coltiva un hobby poco apprezzato dalla forestale e sicuramente non amato da ambientalisti. Chissà se si fermeranno e quante denunce servono a questa famiglia per limitarsi alla caccia entro i limiti consentiti dalla legge.