Siamo alle solite. Le comiche all’italiana

0

Dopo la lettera d’intenti che aveva dato fiato alle borse, per un giorno siamo tornati alla crisi più nera.

E’ di mercoledì sera la solita farsa di una riunione di governo che non decide nulla e che mostra il disordine totale e la mancanza di compattezza con i quali si muove il nostro governo.

I numeri del non ritorno sono ormai noti a tutti. La soglia del 7% sul rendimento dei titoli di stato a dieci anni; lo spread oltre soglia 470 tra titoli italiani e quelli tedeschi. C’è passata la Grecia e stiamo tutti vedendo la fine che sta facendo. Certo, la nostra industria non è fondata sullo yogurt e sulla “feta”. Abbiamo nobili tradizioni e condizioni economiche ancora solide su molti parametri.

Quello che ci manca è la credibilità internazionale.

Dicono che la colpa sia del Cav. Può anche essere vero. Lui ha fatto di tutto per sputtanarsi e per sputtanare il paese. Ma una mano l’hanno data anche tutti coloro che – da anni – lo dipingono dentro e fuori i confini nazionali come il male assoluto. A forza di ripeterlo, tutti hanno finito per crederci.

La mia impressione – a onor del vero – è che non riuscendo ad abbattere lui stiano cercando di “scuotere l’albero per farlo cadere”. Il vero problema è che assieme al Cav, a forza di scuoterlo, possa cadere anche l’albero.

La situazione è complessa ma a questo punto la soluzione appare semplice. Amara – forse – ma semplice.

Per verificare se tutto quanto è stato scritto e detto, fin qui, è vero, serve solo che lui faccia un passo indietro. Se, magicamente, dopo questo passo la situazione tornasse nel suo alveo normale, avremmo la conferma che l’Italia è ancora una potenza industriale europea.

Ma avremmo anche la conferma che i suoi detrattori stavano usando consapevolmente armi di “distruzione di massa nazionali”, perché a farne le spese sarebbe stato l’intero paese. E tutta la popolazione. Che una volta col culo per terra non avrebbe avuto tutti i mezzi che invece possiede il Cav per continuare una vita normale, nonostante l’eventuale default del paese.

Di fronte a uno scenario come questo, difficile ma non fantapolitico, dovremmo ricordarci tutti  peccati del Cav, ma anche il comportamento di chil’ha denigrato ferocemente dentro i fuori dal paese. Insieme ci hanno portato sulla soglia del baratro.