GARDONE – Le piccole aziende vanno più forte in rete: le ricette del Pd

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“Filiere e reti d’impresa” è il titolo del convegno che si è svolto ieri pomeriggio nell’auditorium San Filippo di via don Zanetti, nel paese valtrumplino, in occasione dell’incontro tenuto dal Partito Democratico con le piccole imprese locali. La scelta di Gardone non è stata casuale, come hanno informato gli organizzatori, a partire dal responsabile provinciale del partito per l’Economia e il Lavoro Matteo Meroni che ha parlato di “culla del settore manifatturiero” in preda alla crisi più di altri.

La tavola rotonda, moderata dal coordinatore del Pd per la Valtrompia Emiliano Gallina, è stata partecipata da varie personalità politiche, imprenditoriali e delle associazioni di categoria. Tra loro il vicepresidente di Confindustria per le Politiche territoriali e i Distretti, nonchè a capo di Retimpresa Aldo Bonomi, il consigliere regionale del partito Stefano Tosi, l’on. Paola De Micheli in commissione Bilancio alla Camera dei deputati e il presidente della Confartigianato di Brescia Eugenio Massetti. Gli spunti arrivati prima da alcune testimonianze di giovani imprenditori e imprenditrici alle prese con le difficoltà, soprattutto burocratiche e fiscali per aprire un’attività, e quelli dei relatori poi, sono stati utili, secondo il Pd, per integrare il documento “Un patto per la ricostruzione dell’Italia” che sarà presentato a Monza il prossimo 26 novembre in occasione della conferenza nazionale per il lavoro autonomo e la micro e piccola impresa.

Aldo Bonomi

“Diamo forza alle piccole imprese”: con questo slogan i partecipanti al convegno hanno messo sul tavolo problemi, esperienze e possibili soluzioni per risolvere molti “nei” delle attività industriali e artigianali come il fisco, la competitività, l’accesso al credito e il sostegno della politica. La parola d’ordine, però, soprattutto tra loro, è “rete di imprese” come l’ha nominato il presidente e fondatore Aldo Bonomi a capo dell’omonima associazione attiva presso Confindustria. E i numeri sulla situazione li ha elencati in persona. “Fino a pochi giorni fa erano attivati 179 contratti di impresa che hanno impegnato oltre 800 aziende – ha detto – ed è uno strumento importante, sia tra le piccole che tra le grandi realtà, per risolvere più facilmente alcune questioni come l’accesso al credito presso le banche, oggi impossibile se ci si presenta da soli. La rete punta alla forza del gruppo – ha concluso – ma l’autonomia e la propria storia rimangono tali”.

Dopo di lui è intervenuta Paola De Micheli, responsabile delle Pmi per il Pd a Montecitorio, che ha messo sul tavolo alcuni punti fermi per le imprese. Competizione, posizione sul mercato e intuizione di Retimpresa per affrontare la crisi: queste sono le condizioni utili per un’azienda, soprattutto piccola, da aggiungere al criterio della “bancabilità”, cioè la possibilità di arrivare con successo a chiedere prestiti in banca per fare investimenti. E la stessa deputata ha indicato l’associazione di Aldo Bonomi come la prima risposta alla latitanza della politica per rendere competitive le aziende. Ma qual è la posizione dei più piccoli?

Eugenio Massetti

“Le nostre aziende devono mettersi in rete per un bisogno – ha commentato Eugenio Massetti – e questa realtà è molto più facile per gli industriali rispetto agli artigiani che la trovano una novità. Ma l’obiettivo di una rete è condividere le informazioni, i progetti, le ambizioni, l’accesso al credito e la qualità, perchè l’obiettivo è la competitività sui mercati – ha detto il presidente di Confartigianato – e questo deve avvenire anche tra aziende e sindacati”. E se i relatori hanno parlato anche di giovani, precarietà e ritardi nella legge di settore, il prossimo appuntamento sarà giovedì alla Camera dei deputati per l’approvazione dello Statuto delle imprese pensato per aiutarle, ma la data più importante per il Partito Democratico sarà tra un mese quando in Brianza sarà presentato il documento di sette aree e tre punti su cui puntare e da mandare alla Regione. Tra questi, anche la burocrazia e il fisco che bloccano le aziende prima di cominciare.