BRESCIA – Cassazione su mobilità e lavoro autonomo

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La Corte di Cassazione, con la sentenza numero n. 21820 del 20 ottobre scorso, ha chiarito che in caso di percezione dell’indennità di mobilità in un’unica soluzione deve considerarsi esclusa la possibilità di fruire contestualmente la somma una tantum prevista per incentivare il lavoro autonomo.

Nello specifico, la Suprema Corte sottolinea che i due trattamenti devono essere considerati tra loro incompatibili. Con l’occasione viene chiarito anche il caso in cui il lavoratore beneficiario dell’indennità svolgesse già in precedenza una contestuale attività autonoma. In tale ultimo caso non sarà ammissibile la richiesta di corresponsione anticipata in unica soluzione, dovendo il lavoratore accontentarsi della somma a cadenza mensile a lui spettante.